30 settembre 2011

30 settembre 2011: perché continuare a parlare di Walter Rossi?

Oggi ricorre il 34°anniversario dell’assassinio del compagno Walter Rossi. Tutto sembra ormai chiarito: i missini del Fronte della Gioventù che escono dalla loro sede in viale delle Medaglie d’Oro, coperti dai blindati delle forze dell’ordine che si muovono verso i compagni; alcuni dei fascisti che con le loro armi in pugno esplodono colpi di pistola contro i compagni che arretravano in direzione di Piazzale degli Eroi; Walter che viene colpito alla nuca e che cade davanti alla stazione di benzina all’incrocio con via Marziale. Poi: i fermi, gli identikit, le manifestazioni popolari per chiudere i covi neri; i funerali in centomila che attraversano la città con Sandro Pertini tra i manifestanti. I processi che partoriscono un “topolino” di nome Cristiano Fioravanti e una giustizia negata; così che la storia di Walter e il suo omicidio premeditato sono ancora oggi come ieri “UN RICORDO SENZA PACE”. Ma allora, perché continuare a parlare di Walter? Perché un’assemblea martedì scorso all’università La sapienza? Perché UNA “NON STOP” in piazza e un corteo? Perché sconsigliare il sindaco Alemanno come “compagne e compagni di Walter Rossi” alla partecipazione? Perché non accettare oggi ormai “le rose e le spine”? Perché senza verità e giustizia sull’omicidio di Walter non ci potrà essere mai pace. Perché vorremmo sapere dal Sindaco di Roma “dove era quel pomeriggio del 30 settembre 1977 e perchè non racconta tutta la sua verità su quei camerati missini, a lui legati nell’organizzazione del Fronte della Gioventù, che uscirono dalla del MSI di Medaglie d’Oro con le armi in pugno per uccidere? Perché deporre, da tre anni a questa parte, una corona di “spine”, sapendo benissimo, così come è già avvenuto lo scorso22 febbraio, per Valerio Verbano, che la cosa non è affatto accettata dei compagni di Walter Rossi? La Memoria è per tutti noi un valore che non può essere annacquato a colpi di ulteriore revisionismo. Lo stesso revisionismo storico che vuole mettere sullo stesso piano aguzzini e vittime, repubblichini e partigiani, fascisti e antifascisti, occupanti nazisti e liberatori.
Stanotte poi delle vigliacche scritte a Roma inneggianti all’assassinio di Walter.
Per questi motivi, anche la presenza stamani della Belviso, vicesindaco di Roma, mandata dal falco Alemanno con il suo profilo da colomba, non poteva essere (e non è stata) accettata dai compagni questa mattina alla lapide a Piazza Walter Rossi. Così è stato, permettendo soltanto ai Vigili Urbani in alta uniforme di deporre la corona con la solo scritta “SPQR” insieme a quella della Provincia di Roma.

Claudio Ortale, presidente del Consiglio del Municipio Roma 19 e capogruppo PRC-FDS Municipio 19

Nessun commento:

Notizie Correlate