15 luglio 2011

Milano: Poliziotto condannato a 10 anni. "Uccise un clochard in stazione Centrale"

E' stato condannato a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale Emiliano D'Aguanno, un agente della Polfer accusato di aver picchiato fino a ucciderlo un senzatetto, Giuseppe Turrisi, nel settembre del 2008 negli uffici di polizia della stazione Centrale di Milano. Domenico Romitaggio, un altro poliziotto, che era sempre accusato di omicidio preterintenzionale, è stato invece condannato a tre anni per falso. La sentenza è stata emessa dalla prima Corte d'assise di Milano. "Sono contento che sia stata fatta giustizia - ha commentato Omar, il figlio della vittima - mi sono tolto un peso. C'era il rischio che non succedesse nulla".
Il pm Isidoro Palma, che ha coordinato l'inchiesta, aveva chiesto una condanna a 12 anni di carcere per entrambi. Dopo la lettura della sentenza, D'Aguanno è stato colto da un lieve malore. Per l'altro agente la Corte ha derubricato l'accusa di omicidio in lesioni, ma quest'ultima contestazione viene cancellata dalla scriminante della legittima difesa. Romitaggio, dunque, è stato condannato a tre anni solo per falso, relativo a una relazione di servizio sull'accaduto, con la concessione della attenuanti generiche. E' caduta invece per tutti e due gli imputati l'accusa di calunnia.
Stando alle indagini il senzatetto, che passava le sue giornate in stazione Centrale da circa tre anni, sarebbe stato pestato a sangue il 6 settembre 2008 da D'Aguanno negli uffici della Polfer, dove era stato portato. Secondo il pm, anche l'altro poliziotto avrebbe avuto un ruolo nel pestaggio. I due agenti erano stati arrestati nell'aprile del 2009 per omicidio volontario. Secondo l'accusa i due agenti avrebbero avuto motivi di astio nei confronti del clochard di 58 anni e per questo lo avrebbero picchiato, tenendolo dentro gli uffici per 35 minuti. Inoltre i due agenti nella relazione di servizio su quella sera avevano parlato solo di un clochard che si era sentito male e poi era morto. Le difese hanno sempre sostenuto che Turrisi aveva aggredito i due agenti, dopo aver partecipato a una rissa con altre persone

fonte: La Repubblica

15 commenti:

ilaria ha detto...

1. prima di scrivere un articolo del genere sarebbe stato meglio documentarsi e assistere alle udienze! anche se c'è una sentenza di condanna nessuno dà il diritto di raccontare fatti che non sono avvenuti! scritto così sembra che un pazzo di poliziotto ha pestato a sangue un povero santo...vogliamo dire che il povero santo è un pluripregiudicato (cha ha scontato anche 5 anni per omicidio) e che ha aggredito il poliziotto??
2. molto brevemente: se la famiglia ci teneva tanto poteva evitare di lasciare il deceduto a vivere per strada...ma, siccome il deceduto faceva uso di alcool ed era anche "irruento", finché era in vita nessuno lo voleva in quanto persona pericolosa (era soggetto ad obbligo di firma!), mentre, ora che ci sono i soldi tutti dispiaciuti per la sua morte!

ilaria ha detto...

una nota all'autore: sono laureata in giurisprudenza: non puoi giudicare se pubblicare il mio commento! siamo in italia e io ho diritto di parola, o sbaglio??

Osservatorio ha detto...

Gentilissima Ilaria, noi non giudichiamo assolutamente, cerchiamo di evitare commenti che possano contenere offese e volgarità. L'articolo in questione come puoi ben vedere, infatti abbiamo specificato la fonte, e del quotidiano La Repubblica. Noi vogliamo semplicemente sottolineare che qualsiasi cittadino, pregiudicato o non, non può essere certamente picchiato a morte da un tutore dell'ordine. Non ti dicono nulla i casi di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi e tanti altri che hanno perso la vita a causa delle sevizie di agenti delle forze dell'ordine? Anche i quei casi la giustificazione era che erano "giovani sbandati"....

Alessia ha detto...

intanto siamo al primo grado di giudizio e nessuno si deve permettere di dire o affermare cose che ancora non hanno nessun che di definitivo! riguardo alla famiglia io mi vergogno al posto loro per la pessima figura di arrivisti che hanno fatto. E comunque volevo far notare a tutti che a me e alla maggior parte delle persone che risiedono in Italia certe cose non accadono... chissà perchè io che sono una CITTADINA RISPETTOSA DELLE REGOLE non mi picchia nessuno... strano eh!

Franchino ha detto...

speriamo allora che in appello lo candannino a 30 anni questo assassino in divisa..

ilaria ha detto...

Carissimo, con piccoli dettagli hai un po' enfatizzato la fonte "la repubblica",oltre al fatto che non è che perché uno dice una cosa quella è la verità...prima di esprimere opinioni così forti sulla vita di qlc è il caso di documentarsi...
Paragonare quanto è successo a tutti casi di poliziotti è altrettanto assurdo! non bisogna fare di tutta un'erba un fascio! come dice l'altra ragazza: stai tranquillo che se sei rispettoso delle regole e della legge non hai contatti con i pubblici ufficiali! tu sai quante pene ha scontato quell'uomo? non era uno stinco di santo! non è capitato che si trovasse lì...ecc
Inoltre, vogliamo ricordare tutti gli agenti morti o feriti durante il loro lavoro?? sai perchè?? per consentire a te di fare il tuo lavoro comodo e tranquillo senza aver paura che qlc ti entri in casa, ti picchi per strada, ecc..
è grazie a loro se viviamo in uno Stato rispettabile e dignitoso e non in un Paese lasciato a se stesso come avviene in altre parti del mondo, ci hai mai pensato?
Troppo facile additare un poliziotto sulla supposizione che ha picchiato a morte un uomo, "il classico poliziotto che picchia" giusto??
perchè non ti fai un mesetto a lavorare a fianco delle forze dell'ordine e poi scrivi un bell'articolo su cosa vuol dire fare il loro lavoro, su cosa vuol dire essere aggrediti e non poter reagire, perchè se reagisci ti fai la galera (se disgraziatamente un uomo già in fin di vita muore! perchè non ha riportato tutte ste botte che dite voi giornalisti, ma solo un ematoma all'altezza della milza: sicuri che la milza di una persona come me, che non bevo, si sarebbe spappolata??)
Infine: quante volte dopo ANNI la giustizia chiede scusa perchè ha messo in carcere un innocente????
Ti ringrazio per aver pubblicato i mie commenti,anche quello che gli augura 30 anni...tutti abbiamo il diritto di parola,dopo esserci documentati,però

Andrea ha detto...

Le forze dell'ordine si macchiano sistematicamente di reati infami e vigliacchi. Basta semplicemente vedere le immagini del G8 di Genova, i casi che succedono nelle carceri, ben consapevoli che quelli che arrivano alle nostre orecchie sono solo una frazione minima delle violenze dei troppi delinquenti in divisa. Non posso che gioire di una sentenza come questa, che serva da deterrente a quelli che pensano di avere il diritto di usare violenza contro i cittadini.

Fra Brindisi ha detto...

 
"Giustizia è stata fatta?!?"
Io fossi stata la figlia di quell'uomo, mi sarei occupata di mio padre e non lo avrei abbandonato. Lo avrei aiutato in qualche modo rivolgendomi a chi di dovere. Non di certo me ne sarei lavata le mani facendolo diventare un clochard.
Ma a quanto pare questa gente sa solo vantare dei DIRITTI, tanto ai DOVERI ci pensano gli altri. 
Non si è fatta scrupoli quando il congiunto era per strada, magari ubriaco ad importunare i passanti
In quell'occasione questa gente non c'era. Ora, peró c'è.
Ma per quale motivo? Cosa rivendica? Rivendica diritti?
No, figuriamoci! Rivendica soldi. Si, proprio i soldi e cerca di arricchirsi alle spalle del mal capitato!!! In questo caso un agente di polizia.
Questi ragazzi fanno il loro lavoro e la gente ecco come li ringrazia. Additandoli come assassini, senza nemmeno essere a conoscenza dei fatti, quelli veri!
 Leggono un articoletto di giornale e non ci pensano due volte a giudicare.
Per non parlare poi di articoli come questo: l'espressione della totale assenza di oggettività. 
Bel mestiere fuorviare e pilotare le menti stando dietro ad una scrivania senza sapere lontanamente cosa sia il pericolo, pericolo che ahimè questi ragazzi affrontano quotidianamente.
Sono amareggiata. 
Estrema vicinanza alla famiglia D'Aguanno.

giuliana ha detto...

Quella sera dopo che Riccardo era morto hanno messo fuori la porta una bottiglia ,fotografata e il giorno dopo era sul quotidiano , il Polanz fece rapporto a Domio csm sulla cartella spiega l' intervento dei poliziotti - per comportamenti clamorosi dovuti al alcool- l' ispettore Ragazzi Paolo nel suo rapporto dice che cera una bottiglia di vetro all' ingresso ,aggiungendo che sospetta intossicazione medicamenti decesso attribuibile a arresto CARDIOCICOLATORIO, VOLEVANO FAR CREDERE... peccato che nel sangue non hanno trovato nessuna sostanza. PERCHè TUTTA QUESTA MONTATURA? qual'era invece lo scopo del loro intervento? Come mai i Giudici anche in Corte D'Appello hanno scritto che riccardo era ubriaco e aveva ferito il timpano a una ragazza quando non ce nessun referto medico? La stessa ragazza il giorno dopo ci disse che i poliziotti la incoraggiarono a denunciare la famiglia ma lei non poteva farlo perchè non aveva subito niente. Riccaro non ha fatto niente. Perchè non si uccide per due petardi, ma come spiega il biglietto di minaccia di morte riccardo vedrà la posizione da morto per le due date che si trovano sul biglietto, che sottolineano la causa aperta dall' avv. bossi per usurpare i Rasman per arrivare con il comune di s dorligo e ezit a formare una strada urbanistica , per questo si può uccidere, per distruggere la famiglia.

Anonimo ha detto...

Cara Giuliana,
in tutta la vicenda mi pare che non ci sia nessuno che si chiami Riccardo.

Anonimo ha detto...

Riferito al commento di giuliana

" La stessa ragazza il giorno dopo ci disse che"

Sei un'investigatrice privata?
Evidentemente , così come hai sbagliato l'identità del clochard (chiamasi Giuseppe e non Riccardo), avrai sbagliato ad intervistare i testimoni!!!  
Oltre ad una bella ripassatina di investigazione, in cui non sembri andare forte,  una bella ripassatina di italiano, no?!
Ma i commenti non vengono filtrati, prima di essere pubblicati?! Come é mai possibile che sia stato pubblicato un commento così: il frutto di un delirio!
Per caso qualcuno è in grado di spiegarmi la parte sui petardi? Sul biglietto? Sulla famiglia?
E poi a quale famiglia si riferisce?
Ahhh, forse quella che ha abbandonato il senza tetto.
E CON QUALE CORAGGIO QUELLA PUÒ ESSERE CHIAMATA FAMIGLIA?!
Diamo il giusto peso alle parole!

Osservatorio ha detto...

Giuliana si riferiva alla morte di Riccardo Rasman, una delle tante vittime "della violenza democratica" delle forze dell'ordine....

http://www.youtube.com/watch?v=iMQL75yUIuk

Poi come dicevamo a Ilaria noi censuriamo solo i commenti che contengono offese e volgarità.

Anonimo ha detto...

Si, ma non vedo l'attinenza. Precisiamo che un caso non è come un altro. Che senso ha riportare i fatti del caso Rasman?! Servono solo a creare confusione.
Poi se la gente è portata a generalizzare, evidentemente è perchè parte prevenuta, ha i paraocchi e non ha larghe vedute!
I pregiudizi non consentono di distinguere le differenze tra un caso ed un altro.

Anonimo ha detto...

Quante FAMIGLIE le forze dell' ordine hanno mandato in delirio ? quante mamme piangono i loro figli, e chiedono alle autorità perchè ? Senza tante volte avere risposta perchè viene archiviato il tutto. Ogni caso è a se ma i motivi perchè vengono uccisi sono sempre in generale gli stessi- ubriachi e drogati- Senza nessuna pietà verso i cittadini poveri, che si trovano in una situazione precaria malati o soli non era colpa loro se si trovano in quello stato , a cosa servono gli assistenti sociali e altri... Qui non c'è niente da ridere, il Giudice di Milano ha con il suo giudizio ha dimostrato che chi porta la divisa dovrebbe dare l'esempio .

Anonimo ha detto...

Ornella Gemini
E A ME HANNO TOLTO UN FIGLIO E NON DORMO E NON VIVO PIU'......VERGOGNA...........S​TATO INCIVILE ... MA QUALE STATO??????? QUELLO SOTTOELENCATO
Foto bacheca

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