6 dicembre 2010

La polizia carica e respinge gli occupanti della Regione Lazio.

Questa mattina un gruppo di lavoratori e cittadini appartenenti alla USB e al sindacalismo di base, ai movimenti per il diritto alla casa, reddito e tutela dei beni comuni, e attivisti dei 'Movimenti uniti contro la crisi' sono saliti lungo le scale esterne intorno alle 11 e hanno srotolato due grandi striscioni: "Where is my house" e "Polverini, hai paura di parlare con noi?". Verso mezzogiorno circa 400 persone(Video) hanno fatto irruzione nel palazzo. Dopo una lunga trattativa la polizia ha iniziato a caricare le persone fuori. Un ragazzo è svenuto sul prato. Una signora, calpestata durante le cariche, è ancora stesa in terra all’interno della Regione (foto). Paolo Di Vetta, sindacalista dell’Usb, viene trasportato di urgenza all’ospedale Cto del quartiere Garbatella dopo essere stato ripetutamente picchiato, anche una volta a terra, dagli agenti. Alla fine, saranno sei le persone ferite e trasportante in ambulanza al pronto soccorso dove verranno interrogate, ancora in barella, dalle forze dell’ordine. Contemporaneamente la folla, intanto arrivata ad oltre mille persone, dà vita a un corteo per le strade di Garbatella. Tra la gente arrabbiata «e umiliata da una regione che alla richiesta di confronto con le parti sociali ha risposto ancora con i manganelli e la repressione» anche il presidente del Municipio XI Andrea Catarci che si dice «scandalizzato da una simile risposta a un disagio sociale sempre crescente». Dello stesso tono i consiglieri regionali della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile: «la Polverini si è assunta una grave responsabilità con una risposta di chiaro stampo fascista alla richiesta dei movimenti che questa mattina hanno portato la protesta fin dentro un’istituzione sorda. Ora» continuano «non provi ad addossare la responsabilità di ciò che è accaduto ai lavoratori e ai precari: la decisione di militarizzare per la seconda volta in pochi giorni la sede della Regione è la prova che questa Giunta non ha risposta da dare alla crisi se non imponendo decisioni che ricadono, inevitabilmente, sulla pelle dei cittadini».

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