14 novembre 2010

Torino: arrestati 5 compagni per la manifestazione antirazzista

Chiunque tenti di opporsi a quello che sta diventando, a grandi passi, un regime di tipo fascista, viene manganellato e sbattuto in galera (dalla quale si esce sempre più spesso con “i piedi in avanti”), quando non addirittura ammazzato come un cane in mezzo alla strada.
La Sera di sabato 13 novembre, un piccolo gruppo di giovani antirazzisti stava manifestando per le vie centrali di S.Salvario (quartiere ad alta densità di immigrazione) la solidarietà nei confronti degli operai stranieri che a Brescia sono da una decina di giorni su una gru per ottenere i propri diritti. Nel pomeriggio di sabato sempre a Brescia, la polizia ha eseguito un'altra feroce carica contro i compagni che, sotto la gru, portavano solidarietà agli operai immigrati che protestavano.
Il mini corteo di giovani e giovanissimi antirazzisti di Torino, alle 19,30, stava percorrendo via Berthollet sul marciapiede quando, sono sopraggiunte tre pattuglie del gruppo radio mobile dei carabinieri che si sono inchiodate proprio di fronte al mini corteo e dalle quali sono scesi 8 carabinieri con manganello Tonfa sfoderato che hanno iniziato a picchiare brutalmente i giovani sul marciapiede e chiunque intervenisse a loro favore, di fronte a decine di persone indignate dalla brutalità e dalla violenza dei militi.
Alcuni compagni presenti, tra i quali qualcuno del CCP, sono intervenuti per fare finire il pestaggio ma, a loro volta, mentre i giovani scappavano e le pattuglie dei carabinieri iniziavano la caccia all’uomo per le vie del popoloso quartiere, sono stati intercettati da altre quattro volanti della polizia che venivano insultate a gran voce anche dai residenti, anziani e giovani, che avevano assistito alla vile aggressione squadrista dei carabinieri. Le volanti della polizia, dopo avere fatto inversione di marcia, bloccavano il gruppo di persone rimaste e arrestavano il compagno Luigi del CCP accusandolo di avere insultato i poliziotti e di avere dato un calcio ad una delle loro auto che sfrecciava per dare man forte ai carabinieri.
Il compagno Luigi del CCP, assieme ad altri 4 compagni antirazzisti, sono stati tratti in stato di fermo e trasportati nella caserma dei carabinieri di via Guido Reni a Torino. Dopo avere sparso la voce con SMS e internet, una quarantina di compagni antirazzisti si sono trovati in presidio davanti alla caserma dei carabinieri chiedendo di sapere che fine avessero fatto i compagni fermati.
Dalle ultime notizie sappiamo che due giovani antirazzisti sono stati tratti in arresto e trasportati al carcere delle Vallette mentre degli altri, allo stato attuale non sappiamo nulla. L’avvocato è stato immediatamente avvistato.
L’aggressione squadristica dei carabinieri contro i giovani manifestanti che pacificamente stavano sfilando sul marciapiede di via Berthollet è stata una delle scene che non avremmo mai più voluto vedere e che, durante il ventennio fascista, si ripetevano con estrema assiduità per cercare di eliminare i comunisti, gli anarchici e tutti gli oppositori del regime . Lo squadrismo fascista di carabinieri e polizia sta diventando sempre più frequente come dimostrano le ultime immagini delle cariche, degli arresti e dei fermi avvenuti a Brescia, a Terzinio e a Vicenza in questi ultimi giorni.
Chiunque tenti di opporsi a quello che sta diventando, a grandi passi, un regime di tipo fascista, viene manganellato e sbattuto in galera (dalla quale si esce sempre più spesso con “i piedi in avanti”), quando non addirittura ammazzato come un cane in mezzo alla strada.
Di fronte al procedere inesorabile della crisi economica del sistema capitalistico, la borghesia non ha altra strada per fare ingoiare i suoi dettami antipopolari e antioperai se non quella di procedere con una repressione sempre più estesa e sempre più violenta. Se, da un lato, i padroni e i loro servi della politica, mostrano i muscoli tramite la repressione, dall’altro, mostrano anche la loro incapacità di venire a capo di una situazione di crisi del sistema che non potrà essere risolta se non con l’abbattimento del sistema stesso. Il collante tra le varie e svariate lotte popolari e proletarie che stanno aumentando di intensità e che si stanno sviluppando sul territorio nazionale, sta assumendo una forma sempre più definita anche se ancora spontanea.
E’ necessario che tutti i comunisti, gli anarchici e gli antifascisti lavorino perché questo collante divenga arma scientificamente adoperata per estendere maggiormente le lotte, unificarle e rendere sempre più difficoltosa l’operazione di repressione, intimidazione e mistificazione della verità da parte degli organi di informazione che stanno da tempo procedendo con una vera e propria propaganda di guerra.

LIBERTA’ IMMEDIATA PER I CINQUE COMPAGNI ! LIBERTA’ PER TUTTI I COMPAGNI PRIGIONIERI! BASTA CON LA VIOLENZA DI POLIZIA E CARABINIERI! RISPONDIAMO CON DETERMINAZIONE ALLO SQUADRISMO DELLE FORZE DELL’ORDINE!



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