30 ottobre 2010

Torino: caccia all'uomo, cariche della polizia e arresti

Una piazza militarizzata per 24 ore, cariche indiscriminate contro un presidio di solidarietà, rastrellamenti nelle vie circostanti, caccia all'uomo fin dentro le case.Questo il parterre di forza messo in campo dalla questura di Torino per "garantire" lo sgombero di un palazzo occupato. Non è la prima volta che fatti del genere succedono nella nostra città.
Dopo un presidio che andava avanti dalla mattina, con alcuni occupanti sul tetto, la polizia aspetta la notte per intervenire e optare per la soluzione decisa, caricando i presidianti per disperderli. E non basta. Un gruppo di loro viene inseguito fin dentro casa e arrestato.
Responsabile di quest'eccesso di zelo, l'agente Scarpello, già più volte resosi responsabile di un attivismo persecutorio sopra le righe.
Oggi il nostro collettivo si trova privato di un compagno, arrestato in casa sua da una squadra di digos e celerini, colpevole di aver partecipato ad un presidio di solidarietà con un palazzo sotto sgombero, destinato a far fruttare le tasche di qualche speculatore futuro, pubblico o privato che sia.

Ribadiamo la nostra solidarietà con chi occupa e resiste!
Vogliamo l'immediata liberazione di Mauro e di tutti i fermati!


Collettivo Universitario Autonomo - Torino

1 commento:

roberto ha detto...

Un edificio di proprietà collettiva vuoto da quindici anni, occupato per essere restituito alla collettività, è stato sgomberato e restituito al degrado; chi l'aveva occupato picchiato, fermato, arrestato, espulso: il tutto in nome della legalità. Una legalità che vuole la proprietà prevalere sull'utilità collettiva, dove gli edifici vengono mantenuti vuoti, mentre sempre più persone son buttate per strada. Una legalità che trasforma l'acqua da bene pubblico a bene privato, che si prepara a vendere cultura e sanità.

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