22 ottobre 2010

Testimonianze: «Così mi hanno pestato a sangue»

«Ho provato ad aiutare una donna di 60 anni, la polizia ha manganellato me e il mio ragazzo».

Il suo volto insanguinato è sulla prima pagina dei maggiori quotidiani nazionali. La sua foto è tra le più condivise sui social network. Il sangue che scorre sul suo volto è diventato il simbolo della protesta di Terzigno. È Carla Martire, la giovane manganellata negli scontri anti-discarica che sempre più assumono le fattezze di una «guerra civile».

Prima di tutto, Carla come va?
«Ora sto meglio. Ho solo qualche livido al volto.»

Come si è arrivati a questa escalation di violenza?
«Eravamo su via Panoramica. C’è stata una carica delle forze dell’ordine. Alcuni hanno cercato di fuggire, entrando nel cancello di una proprietà privata. Ma una donna sui 60 anni è stata aggredita e sono intervenuta per chiedere il perché di tanto accanimento».

Lì sono partite le manganellate.
«Si. Il mio ragazzo ha cercato subito di difendermi ma è stato aggredito anche lui. Ora ha una contusione al naso. Tra l’altro, l’ambulanza non è venuta nemmeno in nostro soccorso. Dopo mezz’ora di attesa siamo andati in ospedale con i nostri mezzi».

Secondo lei, perché l’hanno colpita?
«Per spaventare le mamme, i bambini, tutti coloro che protestano pacificamente. Le persone più violente non sono mai state “toccate”. È un piano già scritto. Si vuole evitare la via pacifica e mostrare all’informazione nazionale solo i risvolti più violenti e tutto ciò per metterci a tacere. Noi eravamo disponibili a un impianto di compostaggio, a Terzigno si è raggiunto il 50% di differenziata ma nessuno lo dice».

Come definisce l’attuale situazione di Terzigno?
«Qua è una guerra. I negozi sono chiusi, gli elicotteri sorvolano la zona continuamente. Vorrei già tornare in strada ma se non hai le gambe per correre non si può».

La protesta è stata tutta in crescendo.
«Sì, si è partiti da una situazione pacifica con la discesa delle 300 lanterne dal Vesuvio. Il sindaco di Terzigno ci aveva assicurato che la discarica non sarebbe stata aperta. Ma era solo un modo per tenere buone le persone. Quando si è saputo dell’apertura anche di una seconda discarica ovviamente è successo il finimondo. Non hanno interpellato nessuno, eravamo e siamo completamente fuori dai giochi».

Quando credi che si raggiungerà l’apice della violenza?
«Dopo le parole del presidente Berlusconi . Temo che gli scontri di stasera saranno i più forti in assoluto.»



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