4 ottobre 2010

Palermo: Arriva il Papa e la Digos irrompe in libreria:rimosso il cartello "I love Milingo"

Una sospensione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E' quanto avvenuto domenica scorsa, a Palermo, per le 24 ore di visita del Pontefice. Lungo tutto il percorso seguito da Benedetto XVI è stato sospeso l'art. 21 della Costituzione. Nessuno ha avuto il diritto di manifestare le proprie opinioni, nessuno ha avuto la libertà di potersi esprimere, neanche all'interno del proprio esercizio commerciale o domicilio. I fatti sono più di uno, ma quello saltato immediatamente alle cronache è avvenuto all'interno di una nota libreria palermitana dove polizia e Digos hanno fatto irruzione per strappare uno striscione dalla vetrina. Salvatore, proprietario della fumetteria Altroquando, non s'è lasciato intimorire ed ha ripreso passo passo il sequestro di materiale avvenuto all'interno della sua proprietà . La libreria Altroquando esiste dal 1991, vende soprattutto fumetti ed ha il vizio, come ci dice lo stesso Salvatore Rizzuto Adelfio, di dar voce ai senza voce: una patria della libertà di parola e soprattutto della satira. «Era il mio giorno di chiusura ma, insieme all'associazione Scomunicazione e a Tutti pazzi per il papa, abbiamo deciso di rimanere aperti per permettere anche ai fedeli del pontefice di fruire della mostra inaugurata il 30 settembre dal titolo: Il futuro della papa mobile. Al progetto hanno aderito diversi disegnatori e le tavole raccontano ironicamente il futuro del mezzo di trasporto papale, tra tank e bulldozer. Nessun insulto è presente su quelle tavole, nessuno ne veniva urlato dalla scritta in vetrina, anzi: abbiamo deciso insieme, visto che lor signori parlano di pace ed amore, di esporre un messaggio che esternasse amore verso una persona, tanto che lo striscione recitava "Io amo Milingo"». Neanche mezzora ha resistito, poi Digos ed agenti in divisa sono entrati nella libreria chiedendo di togliere lo striscione e le locandine della mostra. Salvatore, come si vede perfettamente dalle immagini da lui girate s'è opposto al sequestro richiedendo un mandato o un'autorizzazione di un magistrato, ovviamente inesistente. I love Milingo è stato tolto direttamente dagli uomini della polizia di stato insieme alle locandine della mostra e ad un comunicato di un gruppo anarchico, mentre le tavole in esposizione si sono salvate. Un abuso vero e proprio con tanto di anfibi e pistole alla cintola in un luogo simbolo della libertà di critica e satira, una «bottega dell'impossibile, che resiste dal 1991, tra fumetti, editoria alternativa, controcultura, arti sperimentali, cultura Lgbt, musica etnica e indipendente e tanto altro». Non è stato l'unico caso, comunque non il più sconcertante. Anche i pompieri sono stati mobilitati contro la libertà d'espressione: l'evento che più sa di ridicolo è accaduto proprio al Foro Italico, a pochi passi dal palco di Ratzinger. Una frase di uno dei fondatori della Chiesa, una citazione tratta dal Vangelo secondo Matteo (21, 12), sventolava dal balcone di un palazzo: «La casa mia sarà casa di preghiera, voi ne fate una spelonca di ladri». Chissà che avrebbe pensato l'evangelista Matteo nel sapere che le sue parole sarebbero state strappate con la forza grazie all'uso di un'autoscala dei pompieri perché il proprietario dell'immobile si rifiutava di aprire la porta del suo appartamento. "Sarà una risata che vi seppellirà" non è mai stato così vero.

Valentina Perniciaro

Nessun commento:

Notizie Correlate