12 ottobre 2010

Elmas: la polizia reprime con la forza la rivolta migrante

Prima la rivolta e la fuga dal Centro, che si trova poco distante dall'aeroporto, poi la cattura di quasi tutti i fuggitivi e il lancio di lacrimogeni dentro la palazzina dove sono rinchiusi 102 immigrati. Aggressione dei passeggeri agli attivisti solidali con i migranti.

Nuova rivolta, la terza in 11 giorni, nel Cpa sardo di Elmas. Un centinaio di migranti, quasi tutti algerini, rinchiusi nella struttura posta a poche decine di metri dall'aeroporto "Mameli" di Cagliari si sono ribellati oggi all'ipotesi di deportazione di alcuni di loro nei Cie del Nord Italia. La mobilitazione radicale dei migranti ha portato alla chiusura dello scalo sardo, off limits agli aerei dalle 14 alle 18. La decisione dell'Enac è seguita all'azione dei reclusi che avevano preso il controllo della palazzina militare sede del lager di stato. Diverse decine di migranti, superati i cordoni di polizia, si erano riversati sulle piste del vicino aeroporto civile. Per reprimere la protesta agenti della Polaria e della Questura di Cagliari hanno effettuato un vero e proprio rastrellamento di tutta l'area adiacente all'aerostazione civile, mentre altri agenti hanno sparato lacrimogeni contro i migranti. Alle 17, poi, l'irruzione vera e propria nella palazzina con l'arresto di almeno 40 persone che ha posto fine all'occupazione. Due i migranti feriti condotti in ospedale.
La giornata inizia nel primo pomeriggio con la rivolta e la fuga dal Centro, che si trova poco distante dall'aeroporto. Venti di loro erano riusciti a scavalcare le recinzioni e alcuni erano stati avvistati sulla pista, cosa che aveva fatto scattare l’allarme dalla torre di controllo col blocco immediato di partenze e arrivi. L’Enac ha poi avvertito tutte le compagnie aeree e gli aeroporti che il «Mario Mameli» sarebbe rimasto chiuso sino alle 22. L’Enac ha poi avvertito tutte le compagnie aeree e gli aeroporti che il «Mario Mameli» sarebbe rimasto chiuso sino alle 22. L'"allarme" è poi rientrato dopo la soppressione della protesta
Sette immigrati, che mancano all’appello,dovrebbero essere riusciti a fuggire.Gli agenti della Polaria, con l’aiuto del personale inviato dalla questura di Cagliari e della Guardia di Finanza, hanno rastrellato la pista e tutta l’area adiacente all’aeroporto per impedire che gli immigrati senza permesso di soggiorno potessero raggiungere gli aerei in sosta e la zona partenze e arrivi dello scalo cagliaritano.
Quella di oggi è la terza rivolta in undici giorni al Centro di prima accoglienza di Elmas. Il primo ottobre scorso alcune decine di detenuti avevano incendiato materassi, cuscini e arredi al secondo piano dell’edificio, dove si trovavano circa 40 persone, dopo aver manomesso le telecamere di videosorveglianza. Quattro giorni dopo la rivolta si è ripetuta al primo piano.
All’origine delle rivolte il tentativo ripetuto di impedire il trasferimento ad altro centro di alcuni detenuti.
C'è da registrare, durante gli accadimenti, l'aggressione di una ventina di passeggeri contro alcuni manifestanti dell'associazione "No border Sardegna" che manifestavano all'interno dell'area partenze dell'aeroporto civile di Cagliari. Una mezza dozzina di manifestanti, con lo striscione "libertà ai migranti, liberi tutti", stavano scandendo slogan a favore dell'azione quando è scattata l'aggressione.

fonte: InfoAut



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