29 settembre 2010

Milano: studenti picchiati dalla polizia per il blitz contro la «scuola di guerra». De Corato chiede lo sgombero dei centri sociali.

Un gruppo di studenti e militanti del centro sociale milanese Cantiere e del Coordinamento dei collettivi studenteschi ha dato vita a una protesta davanti agli uffici dell’Unuci [Ufficio nazionale ufficiali in congedo d’Italia] per protestare contro il protocollo – siglato dalla direzione scolastica della Lombardia e dal comandante regionale dell’Esercito – che prevede lo svolgimento di lezioni da parte di ex soldati nelle scuole superiori. Lo striscione diceva «Contro ignoranza, razzismo e precarietà ribellati per la vita. Diserta la scuola della guerra», sui cartelli c’era scritto «I soldi per la scuola si devono trovare tagliando la spesa militare», «Make school not war», «Stupri, omicidi, torture e bombe al fosforo: questa è la cultura militare».
I ragazzi hanno fatto irruzione nella sede dell’Unuci. Respinti, si sono diretti verso la metropolitana di piazza Duomo in corteo. Sono intervenuti agenti della polizia e carabinieri in tenuta antisommossa che li hanno bloccati. I manifestanti hanno dunque improvvisato una sorta di comizio, spiegando le ragioni della loro protesta a passanti e turisti. Alcuni di loro hanno denunciato di essere stati presi a pugni e manganellate dagli agenti. Dopo essere stati tutti identificati, hanno potuto lasciare la stazione.
Dopo «l’ennesima pagliacciata dei centri sociali» occorre «che il ministro Maroni provveda a disattivarli». Lo dichiara in una nota il vicesindaco e assessore alla sicurezza del comune di Milano, Riccardo De Corato, dopo che una ventina di militanti del centro sociale Cantiere e del Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano hanno organizzato una protesta all’esterno degli uffici dell’Unuci [Ufficio nazionale ufficiali in congedo d’Italia], contro l’intesa che prevede lo svolgimento di lezioni da parte di ex soldati nelle scuole superiori.

Nessun commento:

Notizie Correlate