19 giugno 2010

Roma: Incursione della polizia al pigneto contro i migranti

Per l’ennesima volta anche oggi diverse volanti della polizia hanno bloccato in grande stile via Campobasso, nel cuore del quartiere Pigneto. E ancora una volta hanno portato al commissariato un giovane cittadino senegalese. Il motivo? Le borsette e le scarpe contraffatte custodite in casa per venderle per strade e spiagge.
Per le forze dell’ordine, che dallo scorso autunno hanno messo in piedi una vera e propria persecuzione dei senegalesi di via Campobasso, si conferma che il problema vero del nostro quartiere sono le borsette contraffatte. Ancora una volta sono arrivati a via Campobasso, senza alcun mandato, hanno preso un ragazzo solo perché si è impaurito quando li ha visti, lo hanno ammanettato e gli hanno preso di tasca le chiavi di casa. Si sono portati in casa sua i cani antidroga. Ma come sempre hanno trovato solo scarpe e borsette, tutte rigorosamente sequestrate.
Tutto ciò mentre chi spaccia nel nostro quartiere rimane tranquillamente impunito. Mentre la camorra che gestisce la stessa contraffazione non viene colpita. Tutto ciò mentre nulla viene fatto ai chi a questi cittadini senegalesi, come a tantissimi altri cittadini del nostro quartiere, affitta in nero e a prezzi esorbitanti abitazioni fatiscenti.
Ma evidentemente questi non sono reati gravi. Anzi forse è proprio per aiutare queste speculazioni immobiliari che i senegalesi, presenti nel nostro quartiere da vent’anni, dovrebbero andarsene.
Anche questa volta la rete territoriale si è mobilitata per garantire al giovane fermato un avvocato e per impedire abusi gravi delle forze dell’ordine.
Ci chiediamo perché nonostante le manifestazioni anche del Municipio contro lo spaccio la priorità per le forze dell’ordine restino le borsette. E chiediamo ancora una volta al Municipio di prendere posizione, e di dire che non sono le borsette il problema del nostro quartiere, e che questa persecuzione ai cittadini senegalesi deve finire.

Comitato di quartiere Pigneto-Prenestino
Osservatorio territoriale antirazzista

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