7 maggio 2010

Testimonianze: Storie di ordinario razzismo

Cari compagni, voglio raccontarvi quel che m'è successo domenica scorsa. Erano le 15:30 all'incirca e passeggiavo per Campo de' Fiori a Roma. A un tratto vedo un migrante di colore, forse indiano, che veniva trattenuto per un braccio da un uomo. Di fronte a lui c'era una donna. Ho capito subito che si trattava di due poliziotti municipali in borghese. Ai loro piedi, la povera merce: un numero imprecisato di ombrelli di tutti i tipi scaraventati per terra. Al che mi avvicino e, vedendo quel povero ragazzo in lacrime, chiedo che cosa avesse commesso di così grave da essere trattato in quel modo. Mi viene risposto che era un ambulante abusivo e che loro stavano soltanto applicando la legge. E di farmi i fatti miei. Di fronte a tanta arroganza, gli chiedo di mostrarmi il tesserino, senza ricevere risposta alcuna. Hanno preso il ragazzo e lo hanno trascinato a piazza Farnese per identificarlo. In piazza sostava una delle loro auto di servizio. Ho continuato a ribadire il fatto che il loro comportamento non era giustificato. Per tacitarmi e per spaventarmi, hanno chiamato i carabinieri che sostano abitualmente di fronte all'ambasciata francese. Il ragazzo gli ha mostrato una fotocopia forse del permesso di soggiorno, o di chissà quale altro documento. Alla forza pubblica non bastava quella copia, ma pretendeva il documento in originale. Mi sono proposto come garante, ma inutilmente. Intanto, attorno a noi s'era formato un capannello di persone, molte delle quali erano irritate da tanta violenza. Il migrante continuava a piangere e dimostrava di non conoscere la lingua italiana. I poliziotti hanno telefonato in centrale per chiamare un traduttore... Arrivano i "rinforzi": due volanti della municipale, con altri quattro vigili urbani. Ho continuo a protestare. Sono stato spintonato ed insultato più volte. E minacciato di denuncia. Per dimostrargli che non avevo paura e che ero sicuro delle mie azioni, gli ho dato il passaporto in modo che prendessero le mie generalità. Nella confusione, non mi sono accorto che hanno costretto quel ragazzo a salire in una delle loro auto e che l'hanno portato via. Mi auguro per lui che non sia finito recluso in qualche Cie.


Sergio Falcone

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