14 aprile 2010

Una storia di ordinaria repressione

Questo vuole essere un atto di denuncia, una dura condanna e una chiara presa di posizione di fronte alla grave iniziativa intrapresa dalla Questura di Roma nei confronti di un attivista del Laboratorio Acrobax da tempo impegnato a fianco delle lotte sociali dei precari e dei disoccupati, per la difesa dei beni comuni sul territorio e per il diritto all’abitare a fianco dei movimenti di lotta per la casa.
Ci riferiamo alla disposizione per l’articolo 1 della legge 1423 varata dal famigerato governo Tambroni nel lontano 1956 sulla pericolosità sociale, che dal novembre dello scorso anno ha colpito Rafael con il provvedimento della durata di tre anni e che da ieri è stato confermato e reso esecutivo dal Questore di Roma, respingendo formalmente il ricorso legale. Vi include per di più la minaccia di ricorrere ad ulteriori misure di prevenzione come la sorveglianza speciale prevista dagli articoli che seguono nell’infame dispositivo di legge nei “confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità” qualora vi siano ulteriori deferimenti o segnalazioni di violazione delle disposizioni inerenti la legge stessa.
Gli vengono contestati i carichi pendenti relativi a processi in corso per i quali gli viene attribuita la supposta pericolosità sociale e che rappresentano secondo la Questura le sufficienti motivazioni per “configurare un profilo del soggetto in linea con le categorie previste dall’art. 1 e conforme al concetto di condotta e pericolosità sociale, espresso nell’art. 4 della citata legge”. Non solo, il provvedimento prosegue aggravando l’ipotesi, poichè si valuta addirittura che “l’asserito e spiccato interesse per le forme di partecipazione politica di base che pone all’attenzione pubblica temi di interesse generale, non esclude la commissione di reati specifici per i quali l’istante si è reso già responsabile”. Nel pieno della devastante crisi globale, siamo alla pantomima del peggiore processo alle intenzioni o nella migliore delle ipotesi, dentro il set di minority report. Invece è purtroppo un decreto ufficiale del questore di Roma.
Riteniamo poi gravissimo l’accostamento dello spiccato interesse alla partecipazione della vita politica di base con le ipotesi di reiterazioni di reati già contestati, peraltro di lieve entità e tutti legati alle lotte sociali che non possono e non devono subire in silenzio la demonizzazione giudiziaria o, come spesso accade, il linciaggio mediatico, dentro quel generale “laboratorio della repressione” che vede nella penalizzazione della partecipazione politica alla vita sociale e all’autorganizzazione uno degli strumenti più usati dal potere. Spazi di democrazia diretta e di autogoverno che vogliamo difendere fino all’ultimo respiro, per la difesa della democrazia e della partecipazione politica dal basso di tutti i cittadini e per l’agibilità democratica che giorno dopo giorno la svolta autoritaria in corso da anni nel nostro paese ci vorrebbe progressivamente sottrarre.
Chiediamo l’immediata revoca del provvedimento sulla pericolosità sociale per il nostro compagno e rivendichiamo il diritto alla partecipazione democratica della vita politica nella nostra città e che continueremo a lottare per la libertà e la dignità di tutte e tutti oltre i limiti imposti da queste leggi ridicole e fuori dai tempi della storia che vogliamo costruire per il nostro futuro.
Per questo insieme ad un gruppo di attivisti delle lotte sociali sparsi per l’Italia e a diverse realtà impegnate sul carcere,abbiamo iniziato a lavorare ad un’inchiesta/libro bianco sulla repressione e il controllo, dal titolo provvisorio di “Sorvegliati e puniti”. Un percorso che coinvolga singoli attivisti, collettivi autorganizzati, sindacati di base, reti che si muovono per i diritti e la libertà, ma anche studi legali, giuristi, intellettuali.
Per manifestare il proprio sdegno e segnalare la propria solidarietà inoltre chiediamo di sottoscrivere questo appello che verrà inoltrato alla questura di Roma insieme al nuovo ricorso per la sospensione immediata del decreto.

Laboratorio Acrobax

Coordinamento cittadino di lotta x la casa

Rete degli Indipendenti

Per sottoscrivere l’appello libertadimovimento@inventati.org

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