12 marzo 2010

Divieto di asilo La Cassazione: senza permesso, espulso anche se con figli a scuola

Persino l’Unicef interviene sulla sentenza della Cassazione secondo la quale i migranti senza permesso di soggiorno vanno espulsi nonostante abbiano figli piccoli nelle scuole italiane: «Ora aumenterà il caos legislativo in materia».
L’agenzia Onu non ha tutti i torti: soltanto poche settimane orsono una differente sezione della Cassazione aveva emesso una sentenza di segno totalmente opposto dicendo, in sostanza, che uno straniero colpito dal decreto di espulsione poteva senza dubbio avere il diritto di rimanere in Italia per non danneggiare la crescita dei figli ormai scolarizzati nel nostro Paese.
Oggi, invece, la Suprema Corte ritiene che «l’esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sul diritto allo studio dei minori». E dunque respinge il ricorso di un uomo di origini albanesi, residente con moglie e due bambini a Busto Arsizio (Va) che, raggiunto da un provvedimento di espulsione perché senza permesso di soggiorno, aveva fatto richiesta al Tribunale dei minori di restare accanto alla sua famiglia invocando «lo sano sviluppo psicofisico» dei figli che, con il padre lontano, sarebbero certamente cresciuti con lacune affettive.
D’altronde è la stessa Turco-Napolitano che, all’articolo 31, prevede che gli stranieri senza documento di soggiorno e con figli minori a scuola possano richiedere l’autorizzazione a non allontanarsi dall’Italia e, normalmente, i giudici dei tribunali minorili concedono questa possibilità in nome del superiore diritto dei bambini a crescere insieme con entrambi i genitori.
«L’interpretazione della norma però non è semplice», commenta l’avvocata Alessandra Ballerini, da sempre impegnata nella difesa dei migranti a Genova: «I magistrati devono decidere se l’espulsione del genitore o della persona che accudisce il bambino deve essere sospesa per “gravi esigenze connesse allo sviluppo psicofisico” del minore. Ecco, per alcuni giudici questa autorizzazione va concessa soltanto per motivi di salute».
Dal punto di vista tecnico, due sentenze opposte possono convivere fino al prossimo caso, quando la Cassazione dovrà riunirsi a sezioni unite e dare un parere finalmente univoco alla materia.
L’opposizione - dal Pd alla Federazione della Sinistra - condanna il pronunciamento della Suprema Corte. Per Paolo Ferrero «la sentenza è inumana», specialmente perché motiva la propria decisione tirando in ballo la possibile «strumentalizzazione» che gli stranieri potrebbero fare dei propri figli a scuola, per scongiurare una espulsione. Insomma, se tutti i migranti illegali dovessero rimanere in Italia soltanto perché mandano a scuola i bambini, verrebbe stravolta la normativa sull’immigrazione. Questo ragionamento, però, è l’esatto opposto della precedente sentenza della Cassazione, la quale non vedeva pericoli di strumentalizzazione da parte del migrante che, come il padre albanese di Busto Arsizio, si era rivolto al Tribunale dei minorenni per evitare traumi al figlio che, se costretto a tornare in un Paese mai conosciuto, avrebbe sicuramente sofferto.

fonte: Liberazione

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