19 novembre 2009

Roma: cariche della polizia contro gli operai dell'Alcoa

Torneranno a casa con qualche livido per le botte ricevute dalla polizia, ma almeno il viaggio a Roma degli operai dell'Alcoa ha avuto un lieto fine. Non solo l'impianto di Portovesme, nel Sulcis Iglesiente, non verrà chiuso ma anzi verrà rilanciato. La decisione è stata comunicata dall'amministratore delegato dell'azienda prima ai sindacati nazionali e poi al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. «L'Alcoa si è detta pronta anche a pagare quanto dovuto allo Stato italiano per le agevolazioni sulle tariffe energetiche percepite in questi anni ed oggetto della procedura di infrazione della Commissione Europea - ha detto Roberto Puddu, della Cgil del Sulcis - ma ricorrerà, insieme al Governo, alla Corte di Giustizia Europea contro la decisione di Bruxelles». Per il sindacalista, «si tratta di un risultato raggiunto grazie alla mobilitazione dei lavoratori», a partire dai «tre operai che si trovano sul silos dell'acqua dell'impianto a 60 metri di altezza e che sono stati l'avanguardia di questa mobilitazione». Un prima vittoria, quindi, anche se si tratta, avverte Puddu, di risultati «ancora tutti da verificare». Per questo oggi alle 14 ci sarà una assemblea dei lavoratori a Portovesme a cui dovrebbero partecipare anche i tre operai che presidiano il serbatoio dell'acqua.

1 commento:

Anonimo ha detto...

salve sono uno di quelli dell'Alcoa che a Roma insieme ai colleghi le ha prese dalla polizia.
purtroppo quanto detto da scaiola è stato rinnegato dalla nostra dirigenza aziendale al nostro rientro.. pare non vi siano mai stati accordi col governo da parte di alcoa inc. la quale dichiarava oggi che stando così le cose sarebbe stata costretta a richiedere al governo l'avvio della procedura di cassa integrazione per tutti i dipendenti.
quindi se il governo ha fatto il suo ennesimo spot elettorale sappiano i signori di roma che verremo a rovesciargli la poltrona, ma saremo davvero tanti e davvero incazzati. la politica tenga conto di un fatto molto importante: se Alcoa chiuderà il dramma per il territorio non sarà soltanto occupazionale ma anche e soprattutto sociale, quindi si aprirà un gravissimo scenario nel quale le forze dell'ordine si troveranno a dover gestire un pericolosissimo disasseto dell'ordine pubblico. noi siamo determinati a marciare su Roma in diecimila. non basteranno i manganelli a fermarci, saremo un intero territorio che raderà al suolo qualsiasi cosa troveremo di ostacolo tra noi ed i bisogni legittimi, i sogni e le aspettative dei nostri figli.
capiamo che le forze dell'ordine hanno un lavoro spesso ingrato ed hanno spesso problemi simili ai nostri, ovvero arrivare a fine mese, perciò li invitiamo a marciare con noi e non contro di noi, perchè saremo troppi per poterci arginare. meditate politicanti da 4 soldi... alla fine farete scoppiare una inutile carneficina tra padri di famiglia e tra igli contro altri figli. questo deve capirlo anche la commissione europea !

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