9 novembre 2009

5.12.09 No Berlusconi Day. Appello delle madri orfane di stato

Ricordando (in ordine di sparizione in anni recenti): Carlo, Dax, Marcello, Federico, Giuseppe, Renato, Riccardo, Aldo, Gabriele, Niki, Manuel, Stefano “Cabana”, Francesco, Stefano…


Noi madri, orfane di stato perché lo Stato ha ucciso i nostri figli, ha permesso che si facesse scempio della loro vita e della loro dignità.

Noi madri, che abbiamo visto come si può mentire, depistare, nascondere o mutilare le prove della violenza. Come si può sostenere impunemente che la vittima è un delinquente mentre chi delinque viene descritto come vittima.

Noi, che pure avendo le prove della violenza da parte di alcuni settori dello Stato abbiamo visto come lo Stato si auto assolve; come viene sospeso il diritto in piazza, in carcere o nelle caserme; come si legittima l’impunibilità di chi veste una divisa.

Noi che abbiamo dolorosamente toccato con mano il legame che unisce chi predica l'intolleranza contro chi appare debole o diverso, e chi la mette in pratica.

Noi che abbiamo visto sul piatto della bilancia la vita dei nostri figli pesare molto meno di un’automobile o una vetrina infranta.

Noi che davanti al corpo offeso dei nostri figli abbiamo detto “mai più”, ogni volta e di nuovo, inutilmente.

Noi testimoni, madri orfane dei nostri figli, chiediamo alle donne e agli uomini che ancora credono nel valore del diritto e della giustizia di testimoniare con noi, di unire le loro voci alle nostre per richiamare l’opinione pubblica di fronte alle proprie responsabilità.




Haidi Giuliani

Rosa Piro

Patrizia Moretti

Maria Ciuffi

Stefania Zuccari

2 commenti:

Cinzia da Brindisi ha detto...

Sono una madre e non riesco nemmeno a immaginare cosa si può provare nel perdere il proprio figlio,perderlo così poi...posso solo darvi la mia solidarietà,il resto sarebbe retorica e offenderebbe il vostro dolore che invece merita tutto il mio rispetto.
Un saluto e un abbraccio.
Cinzia.

Angelo Garro ha detto...

Morire per lo Stato o Morire di Stato!?
Salutare un figlio e non rivederlo più, neanche morto!
...il telefono squilla nella notte,
...una voce... è successa una disgrazia, vostro figlio è morto ieri sera in caserma………!
Questa è la ex leva militare, questa è la caserma, questo è lo Stato.
Oltre 10.000 casi analoghi in 20 anni: questa è strage di Stato
QUESTO E' SUCCESSO A NOI! E ogni domanda resta senza risposte: "Segreto di Stato", "Segreto Militare", "Riservato"
Questa è la storia di uno di noi. Una storia pressoché impossibile riassumere brevemente.
Storia che invitiamo a visionare attraverso il sito internet: www.alpinorobertogarro.it a scopo conoscitivo perché oltre che nostra è anche la storia di altre 10.000 famiglie, e la raccontiamo riassumendo strettamente i fatti salienti, benché essa sia lunga e complessa. E’ la storia del decesso del nostro unico figlio Roberto, campione regionale lombardo di pugilato e militare alpino in servizio di leva obbligatoria.
Contro le stragi di Stato, di mafia, di terrorismo, sabato 12 dicembre 2009, scenderemo in piazza insieme a tutte le mamme che come noi gli sono stati scippati i figli.
Anna Cremona e Angelo Garro
del COGEMIL: Comitato Genitori di Militari caduti in tempo di pace
Tel. 02.7389527 e-mail: cogemil.caduti@tiscali.it

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