12 ottobre 2009

MARONI E LA TESSERA CONTRO I TIFOSI... PER BENE

Occuparsi di sport, di calcio in particolare, ha i suoi lati positivi. Per esempio, potrei rivolgermi al ministro Maroni a proposito della sua direttiva sulle trasferte dei tifosi ignorando altre e più drammatiche trasferte sul Canale di Sicilia. Potrei ma non posso. Solo due considerazioni. E' ben strano l'atteggiamento di molti leghisti. Si propongono come i più accaniti difensori dei valori dell'Occidente cristiano e appena qualche vescovo o qualche prete dice qualcosa che non gli torna lo mandano brutalmente a scopare il mare (è un modo dire milanese, va inteso come ramazzare l'oceano e, in greco, farebbe parte degli adùnata). Poi (prima regola: negare comunque, o almeno mettere in dubbio) è piuttosto atroce il loro far di conto. I 5 vivi dicono che erano in 73, morti recuperati 14 (vado a memoria). E fanno 19, dove sono gli altri 54? Come se il mare fosse un bancomat, una cassetta di sicurezza, ancora un po' e gli si chiede la ricevuta. Ma si sa che i conti devono tornare (a casa loro anche loro, così imparano).Ma qui si parla di calcio, di altre trasferte. Mi ha stupito il favore con cui le decisioni di Maroni sono state accolte, a parte il mondo degli ultrà (già avvelenato dalla sentenza-Spaccarotella) e Zamparini, che al solito è andato giù piatto parlando di fascismo e Maroni ovviamente ha avuto buon gioco nel rispondergli di leggere qualche libro. Secondo me anche a Maroni non farebbe male leggere qualche libro, non fosse che poi bisognerebbe trovare chi gli spiega quello che ha letto (vedi ´94, decreto Biondi) e si farebbe tardi. In parole povere, per andare allo stadio in trasferta dall'inizio del 2010 sarà indispensabile la "carta del tifoso". Indispensabile in Italia, perché all'estero non sanno cosa sia e già questo potrebbe far sorgere qualche dubbio. Non ci aveva pensato nemmeno la Thatcher, tanto per dire.Il ministro, e gli si può credere, ha sbandierato dati interessanti sulla violenza in calo: meno feriti tra i tifosi, tra le forze dell'ordine, meno incidenti. Ma è normale, visti i limiti che già ci sono alle trasferte. Vietandole del tutto, le cifre calerebbero ancora, ma questo paradosso evoca Tacito ("hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato pace") e non va bene. Ancora, al ministro (e a chi l'ha preceduto) va riconosciuta l'attenuante di società calcistiche piuttosto inerti (poche le eccezioni) davanti al problema del tifo violento, oppure poco collaborative, spesso propense a scaricare tutto sulle spalle dello Stato. A volte mi succede di sognare un messaggio congiunto alla Nazione (Maroni-Galliani) il cui succo è: statevene a casa, abbonatevi alla pay-tv che vi pare e amen.Starsene a casa può essere una scelta o un obbligo. Qualche caso spicciolo. A: sono un turista cinese ( o messicano) in visita a Roma. Posso acquistare un biglietto per il derby? No. B: sono un sardo residente a Milano. Posso acquistare un biglietto per Juve-Cagliari? No, molto spesso la vendita è riservata a chi vive nella provincia in cui si gioca. C: sono un onesto padre di famiglia, parlo il milanese meglio di Bossi e di suo figlio, io di figli ne ho due, posso portarli al derby? No, perché spesso non si può acquistare più di un biglietto a persona. E poi continuano a dire che bisogna riportare le famiglie allo stadio. Ecco, nei tre casi mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi in bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a Daspo, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c'è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un po' agitati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque, ci pensi la polizia.Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppellisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un'esigua minoranza. Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare. Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è, né più né meno), a me pare condizionamento di libertà. C'è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire?

Gianni Mura da La Repubblica

3 commenti:

Messe90 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Messe90 ha detto...

Ciao, innazitutto complimenti per il post, sono un giovane giornalista che si occupa di calcio, e siccome nella mia testata, non mi è permesso scrivere tutto quello che penso, avevo piacere a scriverlo qua se mi è possibile: le idee di fondo del post sono giuste ma io vorrei aggiungerne altre portando un esempio che mi riconduce a fatti che conosco: 11 aprile 2005 ( l'anno potrebbe non essere giusto ) dopo la partita Lazio-Livornom i tifosi livornesi vengono fatti salire sul treno, scattano numerosi tafferugli alla stazione, e un tifoso amaranto ferma il treno utilizzando il freno che si trova sulle carrozze. All'interno del vagone centinaia di persone, iniziano i tafferugli con le forze dell'ordine, con un susseguirsi di bombe e lacrimogeni lanciati all'interno delle carrozze. Una cinquantina di tifosi amaranto sembrano inveire contro la polizia. I carabinieri però non si limitano a portare questi 50 in questura ma bensì tutti e 300. QUalche giorno dopo arriveranno 300 DASPO ovvero la diffida da qualsiasi evento sportivo. il discorso è questo: su quel treno c'erano anche famiglie, bambini e anziani, possibile che queste persone abbiano fatto qualcosa? io ne dubito, ma per colpa della tessera del tifoso, anziani, bambini etc.. Non potranno seguire il Livorno in trasferta, poichè hanno ricevuto il DASPO 4 anni fa. questo è solo un caso tra i tanti che esistono, ne ho citato soltanto uno perchè conoscevo bene i fatti, perciò qua non si parla solo di schedare, ma anche di rovinare un'intera vita ad un bambino che per pura sfortuna quel giorno si è trovato su quel maledetto treno...
Un saluto a tutti
Samuele

Marcello Goussot ha detto...

Complimenti per il post, complimenti anzi a Mura. Finalmente qualcosa si muove e finalmente si inizia a sentir parlare di opposizione ad una misura assurda e palesemente incostituzionale. Dirò di più: una misura che paradossalmente potrebbe portare ad un peggioramento della situazione. Già perchè la tessera sarà obbligatoria solo per entrare nel settore ospiti. In realtà ai non possessori nessuno potrà impedire di andare nello stadio dove la propria squadra gioca e fare il biglietto in un altro settore. Ora immaginate cosa potrebbe succedere in un Roma-Napoli, Lazio-Napoli, Verona-Napoli e i mille derby italiani se ci si trovasse nella paradossale situazione di tifosi di casa e ospiti a contatto perchè gli ospiti sono senza tessera, questa è la sicurezza?
Ancora: Mura nell'articolo giustamente parla del fatto che la tessera è una clamorosa negazione della libertà di movimento. Ma vogliamo parlare del fatto che essa sarà interdetta a chi è stata diffidato negli ultimi 5 anni, anche se la diffida è stata scontata, e del fatto che il divieto potrebbe essere esteso a chi ha in corso un processo anche se non concluso. Ma uno che ha scontato il suo debito con la società (senza entrare nel merito di come vengono spesso comminate le diffide) non dovrebbe avere il diritto di essere reintegrato in essa a pieno titolo? E non c'è la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva? O forse questa vale solo per certi politici che vogliono sottrarsi ai processi ad ogni costo?
Ultimo aspetto: perchè proprio la tessera fatta come una carta di credito in collaborazione con Visa? Semplice...la Visa pare sarà coinvolta nel finanziamento per la costruzione dei nuovi stadi che si vanno sbandierando ultimamente...ed ecco che i conti tornano: meglio gli stadi vuoti e i soldi della Visa...

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