19 ottobre 2009

La condizione dei Rom in Italia è sempre più tragica. Un persecuzione che avviene nell'indifferenza e nel silenzio mediatico

A Milano, come in molte altre città di Italia, continuano le purghe etniche e la politica persecutoria contro Rom e Sinti. Nel capoluogo lombardo, un dipartimento di forza pubblica si dedica quotidianamente all'identificazione e all'evacuazione (senza alcuna alternativa sociale) di insediamenti abitati "abusivamente" da Rom e profughi. Quando si tratta di edifici abbandonati, dopo gli sgomberi e le denunce per occupazione abusiva, le autorità provvedono a murare le entrate per "mettere in sicurezza" tali edifici, evitando che altri persone senza casa possano ancora rifugiarvisi. Il governo italiano ha destinato a tali operazioni di persecuzione ed evacuazione circa 20 milioni di euro solo per il 2009 e il 2010. Il rigetto istituzionale delle famiglie che appartengono al popolo Rom è sempre più sostenuto e le sue dinamiche disumane si esprimono ormai nell'indifferenza generale. Basti pensare che se i Rom in Italia erano circa 160 mila nel 2006, oggi si può stimare la loro presenza in meno di 40 mila unità, compresi quelli di nazionalità italiana. 120 mila Rom sono stati espulsi dall'Italia, sia attraverso provvedimenti ufficiali, sia attraverso allontanamenti forzati o violenti condotti dalla struttura di forza pubblica. Gli sgomberi e gli allontanamenti sono stati effettuati con particolare accanimento nei confronti di Rom provenienti dalla Romania. A livello locale, non vi sono particolari differenze, in quanto ad efferatezza delle purghe etniche e degli allontanamenti - che costituiscono gravi violazioni della carta dei Diritti Fondamentali nell'Unione europea - fra comuni, province e regioni amministrati dalla destra o dalla sinistra. Non a caso, oltre ai sindaci della Lega Nord (partito razzista e xenofobo), si segnalano per la metodicità degli sgomberi e della repressione amministrazioni del Pd, da Bologna a Firenze, da Torino a Rimini, da Padova a Pesaro. Non è un caso che durante il corteo antirazzista di Roma (17 ottobre 2009) nessuno striscione sia stato dedicato alla condizione dei Rom in Italia e nessun rappresentante di insediamenti Rom sia stato invitato a partecipare. I dati del Sindacato di polizia penitenziaria, diffusi in data odierna, oggi, mettono in rilevo un dato altrettanto allarmante, per chi si occupa di tutela dei Diritti Umani: attualmente sono detenuti nelle carceri italiane circa 3 mila Rom romeni, mentre centinaia di minori Rom - sempre romeni - sono internati in strutture correttive o case accoglienza. Se si considera che sul territorio italiano vivono attualmente dai 3 ai 4 mila Rom provenienti dalla Romania, risulta che oltre il 50% della popolazione Rom romena sul suolo italiano si trova in carcere o è comunque privata della libertà. E' un dato che non ha uguali in alcuna parte del mondo e che può essere paragonato solo a quello che gli storici riferiscono al Terzo Reich, negli anni delle leggi razziali e dell'Olocausto. Il Gruppo EveryOne e la rete antirazzista hanno rilevato centinaia di casi di persecuzione poliziesca e di gravi errori giudiziari nei confronti dei Rom (oltre che di violenza istituzionale), evidenziando in studi, dossier e articoli come i cittadini Rom siano ormai il capro espiatorio delle politiche legate alla sicurezza. Di fronte alla legge, i Rom - di maggiore o minore età - sono soggetti a condanne senza avere alcuna reale possibilità di difesa e in molti casi senza neppure comprendere (non essendo praticamente mai presente un interprete) la natura del reato di cui sono accusati. Le persone di etnia Rom che affrontano vicende giudiziarie si considerano fortunate quando hanno la possibilità di patteggiare una pena per ritrovare la libertà. Il Gruppo EveryOne, che pubblicherà nei prossimi giorni un dettagliato rapporto sugli sgomberi di insediamenti Rom avvenuti negli ultimi due anni sul suolo italiano, sollecita ancora una volta le Istituzioni dell'Unione europea e l'Alto Commissario delle nazioni Unite per i Diritti Umani ad attuare misure efficaci nei confronti delle Istituzioni centrali e locali italiane, affinché abbia fine questa persecuzione, cha avviene nel silenzio mediatico (giornali e televisioni italiane sono purtroppo controllati dai partiti politici di destra e sinistra) ed è causa di sofferenze inaudite, divisione di famiglie, lutti e di una crisi spaventosa della democrazia e della civiltà in Italia.
Gruppo EveryOne

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