6 agosto 2009

Pestaggi razzisti a Roma e Campomarino (Cb)

A Roma in in negozio di frutta a Tor Bella Monica un gruppo di giovani si sono radunati verso le 18 di ieri e hanno aggredito un dipendente, un bengalese di 23 anni. Una spedizione punitiva: il giovane è stato colpito ripetutamente con un bastone e un coltello. Autori dell'aggressione alcuni italiani probabilmente della zona probabilmente in cerca di vendetta per alcuni apprezzamenti che il bengalese avrebbe rivolto a una ragazza del posto. Il giovane è stato trasportato in codice rosso al policlinico Tor Vergata dove è ricoverato in prognosi riservata con ferite al torace e alla testa, e con un trauma cranico.
Stessa sorte è toccata ad un ambulante straniero nei pressi della spiaggia di Campomarino Lido (CB), massacrato di botte da un cittadino italiano per una contrattazione degenerata in lite.

1 commento:

Anonimo ha detto...

* Pestaggio Via Boccea

Linciato nel suo quartiere
Un pirata della strada? NO. Un teppista? NO. Un ladro, probabilmente rumeno (così diceva la folla)? NOOO. Un ingegnere, dirigente d'azienda, 43 anni, sposato, con due bambine, 3 anni una e 1 anno l'altra. Un uomo onesto, un lavoratore instancabile e dotato di una bontà di altri tempi.
Verso le 17:00 del 9 aprile 2009 a causa di un malore perde coscienza ed il controllo dell'auto, e provoca un incidente in via Boccea in cui vengono coinvolte molte auto. Fortunatamente ci sono solo feriti lievi. Il malore, lo shock, il frastuono, gli gridano che lo ammazzano e lui corre a piedi, lo raggiungono, lo pestano: sono in cinque, dieci,..., troppi..., solo dopo lunghi ed interminabili minuti cinque, dieci..., troppi...arriva la polizia per strapparlo al linciaggio. Al Pronto Soccorso arriva in fin di vita. La diagnosi è gravissima, ematoma celebrale, 4 ore in sala operatoria.
Gli hanno fatto un processo di pochi istanti, perché al telegiornale dicono che questa gente scappa mentre è ancora ubriaca o sotto l'effetto di droghe. No, l'esame tossicologico smentisce in pieno, neanche un'aspirina, neanche una birra. Ora i giustizieri della strada, dovrebbero recarsi in ospedale e guardare negli occhi lividi e gonfi il pirata giustiziato e spiegare alla moglie, alle figlie, ai genitori di 80 anni, al fratello, come e quando hanno deciso di credere che la giustizia, che condanna la violenza, si deve servire della violenza per trionfare; e spiegare com'è possibile che un uomo venga pestato a morte solo perché a 1_km da casa si è sentito male. Chissà se davvero i nostri giustizieri sono ancora convinti che la giustizia ha trionfato...beh...se credono che sia così, non potranno dormire sonni tranquilli perché l'errore, la coincidenza, l'equivoco è dietro l'angolo e altri giustizieri potrebbero trovarsi proprio lì dove loro sbaglieranno e allora quella giustizia fai da te non sembrerà più così giusta.
Adesso alle autorità il compito di sostituirsi agli improvvisati giustizieri e, questa volta chi si è accanito contro un uomo solo che era già vittima, sconterà l’errore. A loro la fortuna di essere giudicati da chi è legittimato a farlo…. Chi lo conosce davvero

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CERCHIAMO testimoni per il pestaggio avvenuto a seguito dell'incidente accaduto in Via Boccea il giorno 9 aprile 2009 alle ore 17.00 circa. Chiunque avesse video, foto, numeri di targa ... può inviarli in forma anonima a:
C.P. 9035
Via Gregorio XIII, 153
00167 ROMA AURELIO
oppure via email : pestaggio@ gmail.com

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