26 luglio 2009

Benevento: notte di ordinaria repressione

Era quasi finita “la serata stamattina”, erano all’incirca le due e finalmente dopo una settimana di lavori, di taglio di erba, di pulizie, di sistemazione del palco all’esterno della struttura, con tutti i fratelli e le sorelle ci godevamo la serata: un po’ di frescura e relax, il meritato riposo. All’improvviso vengo accecato da una luce abbagliante, un faro e al seguito cinquanta tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che mi chiedono i documenti per un regolare e semplice controllo.Un semplice controllo in cinquanta agenti di pubblica sicurezza che avevano scambiato il centro sociale per il rifugio di sandokan!<> , <<>> con queste frasi di rito ormai in tutti i fine settimana, guarda caso dall’approvazione del piano sicurezza in prefettura vengono a trovarci all’interno della struttura e con fare provocatorio non fanno che alimentare la tensione.Preparo il documento e chiedo ad un agente di Polizia che non ha avuto nemmeno il buon gusto di presentarsi di allontanarci all’esterno della struttura per evitare inutili tensioni e per effettuare l’identificazione. Mi viene risposto <<>>La tensione cresce e per una seconda volta chiedo di evitare inutili polemiche e di allontanarci all’esterno della struttura poiché la musica era stata staccata e quindi non c’era alcun motivo di restare all’interno del centro.A quel punto la tensione esplode e l’agente di polizia, quello che non ama identificarsi, mi prende per le braccia e mi dice che mi portano in questura: <>.Spiego che non c’era alcun motivo di andare in questura poiché non mi stavo rifiutando di consegnare le mie generalità ma chiedevo semplicemente di uscire fuori per procedere all’identificazione.A quel punto gli agenti diventano due e cominciano ad accompagnarmi al cancello mentre un altro agente, anche lui venuto per effettuare un semplice e regolare controllo, mi toglie con veemenza il documento dalle mani.Ci dobbiamo abituare mi dicono e soprattutto che <<>> e adesso <>.Siamo in tanti vicino al cancello,attendiamo l’identificazione.L’agente che evita di presentarsi mi consegna il documento e mi dice che è stato un piacere.Disturbo della quiete pubblica, un disturbo “provocato” in seguito all’irruzione in salsa cilena all’interno del centro sociale.Salutiamo gli agenti, i tutori della legge, della legalità e mi chiedo la legalità di chi? Ci rivedremmo presto mi dicono e io rispondo sicuramente, con una differenza loro a guardia di un decreto che limita la libertà di movimento noi sempre in movimento…Chiudiamo i cancelli, i fratelli e le sorelle, i commenti increduli per quello che è accaduto: una notte di “ordinaria” repressione, è il pacchetto sicurezza.

Csa Depistaggio Benevento

5 commenti:

ernesto ha detto...

gli sbirri sono gente che non vuole lavorare...voi gli portate il lavoro è quelli si incazzano....

Anonimo ha detto...

ci vorrebbe anche un pò di buon senso da parte vostra : non rompete il cazzo con la musica ad alto volume e con i vostri schiamazzi del cazzo............

Anonimo ha detto...

Va bene divertirsi senza dare fastidio alle altre persone che abitano nei dintorni...........

michela ha detto...

venerdi sera la musica era bassa e non si sentiva nei dintorni.
e ciò comunque non giustifica l'irruzione di cinquanta coglioni per un "regolare" controllo.
e almeno firmati....ma chè è un vizio non identificarsi e restare nell'anonimato!

Anonimo ha detto...

Non sono daccordo con il commento di Ernesto" nn facciamo di tutti gli sbirri un solo fascio " Ricordiamoci ke grazie al loro intenso lavoro e al loro serio impegno molti mafiosi e camorristi sono al fresco.

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