31 marzo 2009

Nichelino (To): Carabinieri e Guardia di finanza contro i GAP

I già 6000 kg di pane distribuiti a iniziano a far paura.Neanche un mese fa l'antitrust multava i produttori di pasta perchè c'era un intesa sugli aumenti. Giustamente i consumatori, i singoli cittadini si domandavano: "se il prezzo del grano scende, perchè la pasta aumenta?". Discorso analogo per il pane. Due giorni fa i militanti del Partito della Rifondazione Comunista di Torino hanno occupato l'ispettorato del lavoro e hanno fatto una lunga conversazione con il capo degli ispettori (trovate i video del presidio e del colloquio in questo stesso blog, qualche articolo fa), il quale ci ha detto che il sabato e la domenica nei posti di lavoro non ci sono i controlli da parte degli ispettori. Domenica 29 marzo verso le 11 stavamo terminando i nostri soliti 300 kg di pane. Come molti di voi sapranno da novembre a Nichelino (To) tutti i sabati al mercato di Piazza Dalla Chiesta ci sono i GAP (gruppo di acquisto popolare), un'iniziativa contro il carovita promossa e gestita dal Partito della Rifondazione Comunista, dove si distribuisce al prezzo calmierato il pane (ad 1 euro al kg) ed altri beni di prima necessita. Alle 11 i carabinieri sono venuti ad ostacolare la nostra iniziativa affermando che non possiamo vendere il pane (infatti noi non lo vendiamo, lo distribuiamo al prezzo calmierato di 1 euro al kg, ossia lo distribuiamo, per gli iscritti al gap, al medesimo prezzo che lo fa pagare il forno per far notare le enormi speculazioni che ci sono anche sui beni di prima necessità), che non ci sono le norme sanitarie (il pane è confezionato, viene distribuito coi guanti) ed altre accuse infondate. A quel punto hanno iniziato a chiedere i documenti agli iscritti al gap che stavano prendendo il pane, probabilmente per intimidire la gente. Le risposte dalla gente bastano come risposta. Un primo signore dice "io non lavoro, sono in mobilità, anche per questo prendo il pane ad 1 euro al Kg", un altro signore sulla quarantina dice "sono in cassaintegrazione, tra mutuo e bollette non riesco ad arrivare alla fine del mese, ora vogliono arrestarmi perchè prendo il pane ad 1 euro al kg?". Una compagna poco dopo si avvicina e ci dice: "con tutto quelle che hanno da fare, vengono al mercato ad ostacolare le campagne contro il carovita, vanno a colpire i più deboli come noi che non riescono più a comprarsi neanche più un pezzo di pane". Un po' spiazzati dalla situazione i carabinieri vanno via, non prima di fare qualche telefonata. Mezz'ora dopo a farci visita è la Guardia di Finanza, ma alle 11:30 tutto il pane è già terminato e il banchetto smontato. Fanno una piccola chiacchierata e vanno via. Personalmente crediamo che le forze dell'ordine debbano andare ad indirizzare le loro attività dove si muore e non dove si fa solidarietà e si denduncia la speculazione. Incominciamo a capire che dopo 5 mesi di gap, 6000 kg di pane distribuiti iniziamo a dar fastidio, sia ad alcuni partiti perchè siamo gli unici a rispondere concretamente al carovita, sia al sistema economico, perchè facciamo notare le speculazioni che ci sono oggi più di allora su tutti beni, anche sui beni di prima necessità .

Non un GAP indietro. Ci vediamo sabato prossimo.


GAP Nichelino (TO)

2 commenti:

PRC Nichelino ha detto...

Ulteriori aggiornamenti li troverete sul nostro blog
http://rifondazionenichelino.blogspot.com/

gianni zappoli ha detto...

Bologna, marzo 2009
PANE A UN EURO AL CHILO CONTRO IL RINCARO DEI PREZZI

Viviamo in un mondo capovolto. Un mondo il cui problema non è il cibo, che è prodotto in sovrabbondanza, ma dell’accesso al cibo. Il rincaro dei prezzi sta mettendo in ginocchio i bilanci delle famiglie italiane, soprattutto quando si avvicina la fine del mese, ma non solo. Il continuo aumento del costo della vita pone gli anziani tra le categorie più a rischio.

Pensionati che si aggirano tra i banconi dei supermercati tentando di rubare cose che non possono più permettersi, per alcuni commercianti , sono ormai all’ordine del giorno.
A questo punto, è possibile intravvedere una soluzione? A quanto pare sembra proprio di sì. Si tratta del pane venduto al prezzo di un euro al chilo.

Questa iniziativa è stata portata al successo grazie all’attività del Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, con la collaborazione della EMI (Editrice Missionaria Italiana), Coop Adriatica, SPI CGL e il patrocinio di Pianoro, un piccolo comune del Bolognese, in cui questa iniziativa è nata nel 2005. Un nuovo progetto di solidarietà orientato a rappresentare un esempio, una piccola soluzione che certo non risolve il problema , ma che orientandosi in questa direzione, può aprire la strada ad altre iniziative nel tentativo di riduzione dei prezzi. Un’iniziativa piccola sì, ma non irrilevante se si pensa che in una famiglia media di 4 persone, il consumo di pane all’anno arriva a pesare quanto uno stipendio.

Apprezzato da una vasta utenza di consumatori, questo progetto si diffonde: nell’Aprile del 2008 anche la provincia di Milano aderisce al progetto con un accordo sottoscritto assieme a Cooplombardia e Conad Centro Nord. A partire dal 2 maggio fino al prossimo autunno, metteranno in vendita nei loro supermercati il pane di tipo “0” a un euro al chilo. La provincia di Milano provvederà inoltre a favorire la massima informazione ai cittadini con una campagna di educazione al consumo del pane.

Un’altra intesa in questa direzione è stata siglata sempre nel 2008 tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni delle cooperative Ancd (Associazione nazionale cooperative tra dettaglianti) e Accda (Associazione cooperative di consumatori del distretto adriatico) e in particolare con Nordiconad, Conad Centro Nord, Commercianti indipendenti associati, Coop Nordest, Coop Estense, Coop Adriatica, Coop Reno e Coop Eridana. Come ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio Guido Pasi, “non è un’iniziativa chiusa ma ancora aperta”, anche perché il pane a un euro al chilo vuole essere solo un primo passo per poi arrivare “ad individuare altri prodotti da proporre a prezzo calmierato sulla base di accordi come questo” ha aggiunto l’assessore.

Elemento imprescindibile per la realizzazione e diffusione di questa importante iniziativa è stata proprio la possibilità di avere un pane “sano e di qualità” a tale prezzo, assicurano i rappresentanti delle cooperative.
Vengono quindi respinte al mittente le accuse mosse dai panificatori artigiani, in particolare da Bologna, che il pane a un euro al chilo sia ad un prezzo “civetta”, perché lo “sconto” verrebbe recuperato rincarando altri tipi di pagnotte: “Ci restano margini di guadagno anche a un euro al chilo seppur risicati” assicurano Coop e Conad. Soprattutto non è vero che si tratti di prodotti di bassa qualità : “ il pane viene prodotto da fornitori che conosciamo da anni, e sono sottoposti a controlli sia alla produzione che in negozio” dicono le associazioni. Si tratta soprattutto di una “iniziativa sociale e non promozionale, e le polemiche sono di troppo”. Inoltre “ questo prodotto rappresenta dal 3 al 5 % di tutto il pane che vendiamo” dicono in coro Coop e Conad. Piuttosto “vorremmo non vederne più invenduto la sera”, fanno notare.

Da qui l’importanza di far conoscere e diffondere l’iniziativa, compito delle istituzioni, ma anche dei cittadini. Perché, come anche questa vicenda insegna: quando qualcuno si muove, nessuno può rimanere fermo.

In data 19 settembre 08 a Bologna in occasione del convegno organizzato da CGIL EMILIA ROMAGNA dedicato al tema Prezzi e Tariffe, il Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana ha presentato all’assessore regionale al Commercio e turismo, Guido Pasi, una petizione firmata da numerose associazioni e cittadini nella quale si chiedeva il rinnovo dell’accordo siglato in Aprile dedicato alla diffusione del pane fresco al prezzo di 1euro=1kg.
Nell’ambito del convegno Roberto Battaglia a nome di CGIL EMILIA ROMAGNA ha espesso l’apprezzamento ed il pieno appoggio a questa iniziativa ritenuta importante, favorendo acquisti a costi più contenuti, e quindi da sostenere, iniziativa sostenuta con forza anche dal prof Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna , tra i relatori.

Durante il convegno L’assessore Guido Pasi ha confermato con decisione l’intenzione di rinnovare l’accordo AZIONE Pane 1kg=1euro, che al momento coinvolge COOP ADRIATICA e CONAD: una decisione importante che garantisce continuità alla disponibità di pane fresco di qualità ad un prezzo di 1euro 1KG.

I dati di vendita di COOP Adriatica relativi al 2008 confermano l’enorme successo dell’iniziativa con 844.000 kg di pane fresco venduti

Il 26 gennaio 2009 l’accordo tra la Regione Emilia Romagna e COOP Adriatica/CONAD relativamente alla AZIONE PANE 1KG=1EURO è stato rinnovato.

Mariangela Cofone - Gianni Zappoli
Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana
www.icareancora.it zappogian@libero.it

Notizie Correlate