20 febbraio 2009

Il Governo vara il decreto anti stupri: sì alle ronde, ma sotto controllo dei prefetti

A Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri vara il decreto legge che contiene “misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale”. Il disegno di legge è stato fatto per il clamore che le violenze hanno suscitato, ma gli stupri nel 2008 sono diminuiti del 10. Lo rende noto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, illustrando il dl anti-stupri approvato dal Cdm. Berlusconi afferma che questa diminuzione del 10 vale anche per la citta’ di Roma. Tra le misure approvate dal Consiglio dei ministri, anche una norma che consente ai sindaci di avvalersi di associazioni dicittadini non armati, in coordinamento con i prefetti. Il decreto anti-stupri è stato approvato dal Consiglio dei ministri dopo un lungo dibattito al termine del quale sono state accolte le proposte della delegazione di Alleanza nazionale. Lo ha riferito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, lasciando Palazzo Chigi. “Il decreto è stato approvato all’unanimità – ha detto il reggente di An – abbiamo proposto alcune modifiche. La principale è quella che prevede che a fare le cosiddette ‘ronde’ siano prevalentemente associazioni di ex agenti di polizia, carabinieri, forze armate e altri corpi dello Stato”. Inoltre, ha aggiunto La Russa, “ci sarà un coinvolgimento rafforzato del comitato provinciale sulla sicurezza”.
Per Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, il tema della sicurezza è, un tema vero e serio, ma si affronta lavorando per ricostruire i legami sociali che, nella nostra società, si sono rotti e reprimendo i delinquenti. In uno Stato che ha oltre mezzo milione di addetti alla sicurezza, continua Ferrero si tratta di far funzionare e dotare queste ultime di mezzi adeguati, ma l'idea di ricorrere alle "ronde" di cittadini per reprimere il crimine, come deciso oggi dal governo, è una misura soltanto propagandistica, che aumenterà il razzismo già presente in modo fortenella nostra società e che farà solo danni, innanzitutto a quei legamisociali che sarebbe necessario ricostruire

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