4 febbraio 2009

Il caso Battisti e la storia di comodo.

Colpisce profondamente l’intransigenza del governo brasiliano nel respingere la richiesta di estradizione di Cesare Battisti, ex “proletario armato per il comunismo”, e più recentemente scrittore di successo in Francia, prima di fuggire a Rio de Janeiro, condannato per vari omicidi compiuti negli “anni di piombo” del nostro paese.Ma fa ancora più impressione l’uso spregiudicato che alcuni politici e giornalisti disinvolti, legati al governo in carica in Italia, fanno dell’episodio, evitando di approfondire una storia che non può essere letta solo come la protezione per motivi ideologici che la Francia socialista di Mitterand, ma anche quella più conservatrice di Chirac e poi il Brasile di Lula, hanno concesso ad un personaggio non certo trasparente come Battisti stesso. Perché Mitterand è stato indiscutibilmente un politico etico e Chirac, che gli è succeduto a capo di un governo di destra, è stato senza dubbio un presidente accorto e pragmatico. Inoltre, Ignacio Lula da Silva, il presidente ex operaio che ha riportato il Brasile nel solco della democrazia dopo una dittatura sanguinaria e un paio di presidenti perlomeno assenti e sordi di fronte alle spaventose ingiustizie sociali del paese, è il frutto di un vasto movimento di cattolici di base che hanno cercato di affermare una società più giusta, attenta ai diritti di tutti, da sempre calpestati. (continua)

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