11 febbraio 2009

Genova G8: Sentenza Diaz "Gli agenti agirono perchè certi dell'impunità"

I magistrati ammettono che le violenze alla Diaz durante i G8 di otto anni fa furono "inaccettabili" e che la Polizia cercò di proteggere gli autori delle violenze, ma i pestaggi dei no global "non furono frutto di un piano preordinato" e non ci sono prove certe, ma "solo indizi e per giunta neppure univoci", che i vertici della Polizia sapessero delle due bottiglie incendiarie portate nella scuola dagli agenti e non dai manifestanti. Così i giudici la prima sezione penale del Tribunale di Genova spiegano perchè, nel novembre scorso, ha assolto i vertici della Polizia per la "macelleria messicana" del 21 luglio all'interno della Diaz. Non passa inosservato ai giudici che gli agenti agirono con tanta violenza perché avevano ottenuto dai loro superiori una "promessa" di impunità. "L'inconsulta esplosione di violenza all'interno della Diaz - scrivono i magistrati - si è propagata per un effetto attrattivo e per suggestione tanto da provocare, anche per il forte rancore sino ad allora represso, il libero sfogo all'istinto". E non nascondono neppure, i magistrati di Genova, che la Polizia non è stata "collaborativa" quando si è tratto di indagare su se stessa: "Un atteggiamento di distacco", lo chiamano i giudici, mostrato soprattutto nell'identificare l'agente con la coda di cavallo - quello che ha portarto le molotov a scuola - o i funzionari entrati nella scuola: "Al pm, per la loro identificazione, sono state mostrate foto vecchie di anni, di quando entrarono in polizia anzichè quelle recenti. Frutto di un malinteso senso di tutela dell'onore dell'istituzione", spiega la corte. Ma non ci sono prove certe, solo indizi non univoci: "La confusione e l'agitazione di quei momenti può aver reso i ricordi imprecisi e confusi". E allora è giusto, per il Tribunale di Genova, assolvere i vertici della polizia e altri 16 imputati. Solo 13 furono condannati a 35 anni e sette mesi di cui 32 anni e mezzo condonati. Dopo aver conosciuto le motivazioni dei giudici il Comitato Verità e Giustizia per Genova torna a chiedere «le immediate dimissioni dei dirigenti che parteciparono all'operazione» nella scuola Diaz: «Sono stati assolti sul piano penale - si afferma in una nota di commento alle motivazioni della sentenza, depositate martedì - ma sono pienamente responsabili sul piano etico e professionale: non si accorsero dei falsi, non fermarono le violenze, non hanno nemmeno partecipato alla ricerca della verità, disertando tutte le udienze del processo e avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande dei pm. Anche il capo di una polizia che agisce in modo disumano contro cittadini inermi non può restare al suo posto».

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