23 febbraio 2009

Bologna: Aggressione fascista all’iniziativa "Chiudere Casapound!"persone assalite con cinghie e catene

Un centinaio di persone si sono ritrovate questa mattina alle ore dieci presso il centro sociale Atlantide di Porta Santo Stefano a Bologna per dare vita ad un volantinaggio di massa all’interno della campagna "Chiudere Casapound Ora!" lanciata e promossa da diversi gruppi del territorio bolognese: il centro sociale Tpo, l’ Assemblea Antifascista Permanente e Antagonismo Gay.Le persone si dividono in diversi gruppi che percorrono le vie del quartiere entrando nei bar, nei supermercati, nei negozi, fermando le persone per strada. L’obiettivo è parlare, chiedere, raccontare. Raccontare un movimento eversivo di destra, in crescita in Italia, che si autodefinisce "fascista del terzo millennio", che produce una politica concreta di aggressioni contro migranti, soggettività non conformi, studenti di sinistra, centri sociali e sedi politiche. L’obiettivo è promuovere, senza ambiguità, la chiusura della loro sede in città e più in generale la riduzione a zero dell’agibilità politica e culturale delle organizzazioni di estrema destra.La considerazione di base da cui nasce la campagna è che queste organizzazioni siano molto pericolose. E le prove sono innumerevoli documenti di inchiesta e documentazione raccolti dalle realtà promotrici. In Piazza Castiglione 5 c’è un’organizzazione politico- militare organizzata su base nazionale. Capace di intervenire, colpire, crescere. Questo è Casa Pound.Il tentativo di "italianizzare" territori considerati usurpati dall’immigrazione è palese e rivendicato.Durante il volantinaggio, nei pressi di via Orfeo, un gruppo di aderenti a Casapound sbarra la strada a chi stava volantinando. Prima partono le minacce: "Questo è il nostro quartiere" e poi l’aggressione con catene e cinghie. Spuntano anche due coltelli, ma, fortunatamente, servono solo per minacciare e non vengono usati. Questa non è un eccezione. Questa è la loro pratica politica, se non fosse chiaro a chi ancora crede di avere a che fare con un gruppo innocuo, embrionale, un ologramma del passato.Il tutto viene raccontato ai giornalisti poco dopo, dentro i giardini Margherita, durante una conferenza stampa che ricorda anche l’importante iniziativa di domani, organizzata dall’Assemblea Antifascista Permanente contro il presidio di Forza Nuova, e lancia un appuntamento per Lunedì alle 12 con i giornalisti. Sarà un week end intenso: c’è da capire chi ha aggredito con frasi razziste tre ragazzi davanti ad un circolo Arci, venerdì notte. Uno dei tre, un ventunenne abruzzese, e’ stato anche colpito con una manganellata in testa e si e’ dovuto fare medicare, all’ ospedale Maggiore, una ferita, guaribile in sette giorni, c’è l’aggressione di oggi durante il volantinaggio, ci sono i cortei xenofobi lanciati da Forza Nuova per difendere "le loro donne" dagli "stupri etnici". E chi ci "difende" dai loro raid squadristi?E poi c’è un’altro episodio ancora da chiarire: il fermo di Emiliano, un attivista del Tpo, da parte delle forze dell’Ordine, al termine dell’iniziativa in Santo Stefano. E’ un ragazzo giovane ed incensurato, arbitrariamente fermato e portato in Questura con la scusa di essere identificato, rilasciato proprio mentre si concludeva la conferenza stampa ai giardini.

fonte: Global project

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Da "L’Unità"

di Elisabetta Pagani

Tpo contro CasaPound. E vicever- sa. Nel mezzo una rissa, una denun- cia e qualche attivista contuso. La mattinata era stata inaugurata dal volantinaggio organizzato dalla rete antifascista bolognese. «L’obiettivo - spiega Gianmarco De Pieri del Tpo - era un volantinaggio di massa per chiedere la chiusura di CasaPound», l’associazione di estrema destra che ha sede a Porta Castiglione.
Poco dopo le 11, però, sono scatta- ti «l’agguato e l’aggressione», accusa- no da entrambe le parti. I centri socia- li attaccano gli attivisti di CasaPo- nud, «che - racconta De Pieri - ci aspettavano dietro i portici di via Orfeo con cinghie e coltelli e ci hanno prima minacciati e poi aggrediti». Opposta la versione degli estremisti di destra, supportata da una denun cia contro ignoti in Questura e, ripete Alessandro Vigliani (il responsabile dell’associazione), «da decine di te- stimoni che in via Castiglione hanno assistito alla scena».
CasaPound accusa i giovani del Tpo, ma punta il dito anche contro Questura e Procura, «che arrestano solo quelli di de- stra», e contro il presidente del quartiere Santo Stefano, Andrea Forlani (che tempo fa aveva partecipato ad un’assemblea per la chiusura di CasaPound), di cui chiedono le dimissioni. «Dimissioni? - chiede stupito Forlani -. Che dicano quel che vogliono. Il volantinaggio non era stato orga- nizzato dal Quartiere, e l’incontro a cui avevo partecipato era un’iniziativa importante, in collaborazione con l’ Istituto Parri».
Ieri Questura e Digos hanno sentito diverse persone (e portato in piazza Galilei per l’identificazione Emiliano, un giovane del Tpo) ma non hanno fermato nessuno. Poco prima i due attivisti di CasaPound feriti (Alessandro Vigliani e Carlo M.) erano andati in Questura a sporgere denuncia. «Eravamo in 4, tra cui una ragazza, davanti alla gelateria poco distante dalla nostra sede -racconta Vigliani-. Ci hanno accerchiato in 30, gridando il mio nome, e poi una serie di insulti. Mi hanno tirato una bomboletta addosso e mi poi un calcio. Infine hanno colpito Carlo due volte in faccia con una catena (che ora ha la polizia) e ha un occhio tumefatto». «È stata un’aggressione vera e propria - gli fa eco Massimiliano Mazzanti di CasaPound. Non voglio sentir parlare di rissa. La polizia era lì, non può fingere di non aver visto». Sull’aggressione concordano anche gli attivisti del Tpo, che però attaccano: «È stato un agguato fascista.
Ci hanno intimato (sarebbe stato Vigliani, ndr.) di andar via “dal loro quartiere” e sono partite le botte. Con cinghie e catene», continua De Pieri. Oggi i giovani del Tpo (qualcuno è rimasto ferito in modo non grave) decideranno se e come sporgere denuncia. «Da che CasaPound è in città -osserva de Pieri- le aggressioni a gay, militanti di sinistra e immigrati sono aumentate. Vogliamo che venga chiusa, per questo abbiamo lanciato un pacifico volantinaggio di massa». «Di cosa ci accusano? -replica Mazzanti-. Di fare attività culturali? Sono loro che sono rivoluzionari a gettone, coperti dall’am- ministrazione e da Forlani. Speriamo che la minoranza in Comune ne chieda le dimissioni».

Da "Il Carlino"

di Enrico Barbetti

SCENA da anni Settanta in via Castiglione. Rossi contro neri, occhi pesti e catene. Lotta pseudopolitica e scontro fisico. E’ accaduto ieri alle 11 durante un’iniziativa del Tpo e altre sigle antagoniste, definita ‘volantinaggio di massa’, nell’ambito della campagna che chiede la chiusura di CasaPound, associazione di destra che ha sede a Porta Castiglione. Le due fazioni danno versioni opposte dell’accaduto mentre un portavoce della Questura si limita a dire che «la Digos sta lavorando per ricostruire l’accaduto». I responsabili di CasaPound hanno già presentato denuncia contro ignoti e lamentano due contusi, tra cui il portavoce Alessandro Vigliani; in serata anche l’avvocato Elia De Caro, a nome del Tpo, ha annunciato che due attivisti sono rimasti feriti e nei prossimi giorni quereleranno.

LA MANIFESTAZIONE antagonista era annunciata e consisteva nella distribuzione di volantini e adesivi in tutto il quartiere. Dopo essersi ritrovati al Cassero di Porta Santo Stefano i rossi si sono divisi in tre tronconi, uno dei quali si è poi scontrato coi rivali mentre la polizia vigilava sulla vicina sede di CasaPound. I due gruppi si sono ‘avvistati’ all’incrocio tra le vie Castiglione e Orfeo. Il racconto dei commercianti che hanno le attività nella piazzetta smentisce la ricostruzione del Tpo, riportata nell’articolo a fianco.

«E’ ARRIVATA una ventina di persone coi volantini da via Rialto — dice un negoziante —. Si sono scontrati con un gruppetto tra il 59 e il 61 di via Castiglione poi sono scappati dicendo ‘andiamo, arriva la polizia’. Uno sanguinava». «Uno del gruppo più numeroso e agitato (quello del Tpo, ndr) — afferma un altro esercente — aveva una bomboletta in mano. Hanno aggredito di 3-4 persone che erano sotto il portico dalla parte opposta». «Ho visto 15-20 persone che ne rincorrevano 2-3 e poi le colpivano con catene e bastoni», racconta un terzo. L’avvocato Gabriele Bordoni ricorda di avere presentato mesi fa in Procura «una querela per istigazione a delinquere per il materiale pubblicato in Internet in cui si invitava un certo bacino a intervenire contro la sede di CasaPound». E Massimiliano Mazzanti chiede le dimissioni del presidente di Quartiere Andrea Forlani, che ha appoggiato la campagna del Tpo. «Da parte mia è pleonastico condannare le violenze — dice Forlani — e le iniziative in Quartiere possono essere messe in relazione coi fatti della mattinata solo da chi vuole strumentalizzare».

Vigliani: «Ci hanno accerchiato Uno di noi colpito con la catena» «NOI VERSO LE 11 siamo usciti dalla nostra sede per andare a prendere il caffè in un bar di via Castiglione, eravamo lì davanti in cinque: quattro ragazzi e una ragazza». Ha il volto ammaccato Alessandro Vigliani (nella foto), portavoce di CasaPound, e racconta l’episodio avvenuto poco prima. «Abbiamo visto arrivare da via Rialto un gruppo di almeno 15 persone, a volto scoperto — dice Vigliani —. Ci hanno detto ‘ve ne dovete andare’. Ho risposto pacatamente: ‘E’ inutile che litighiamo, fate pure la vostra iniziativa’ e qualcuno ha gridato ‘Vigliani di m... stai zitto’. Una persona ha spruzzato verso di me con una bomboletta e me l’ha lanciata. Poi mi è arrivato un calcio e lì è iniziata la colluttazione. Io sono finito a terra con uno di loro». A quel punto la situazione, nella ricostruzione di Vigliani, è degenerata: «Ci hanno accerchiati con una manovra quasi militare e poi non so più bene cosa è successo. Il parapiglia è durato diversi minuti. Di certo uno di noi è stato colpito in faccia con una catena, che è stata recuperata dalla polizia. Poi ho sentito gridare ‘arriva la polizia’ e sono scappati tutti. Chi erano? Non conosco i loro volti, la nostra denuncia è contro ignoti». «Questo — conclude il portavoce di CasaPound — è il risultato di un clima di odio e schedatura nei nostri confronti che va avanti da mesi da parte di chi dice di voler ‘liberare’ Bologna dalla nostra presenza».

De Pieri: «Ci hanno minacciato E le catene le avevano loro» GIANMARCO De Pieri, leader disobbediente del Tpo, è tra i promotori del volantinaggio sfociato in pestaggio. In una conferenza stampa ai Giardini Margherita ha dato la versione ‘antifa’ dell’accaduto, specificando di essersi trovato nel gruppo coinvolto nel parapiglia.
«Nell’ambito del volantinaggio, che è stato accolto con grande simpatia da tante persone — spiega — un gruppo di aderenti a CasaPound ha sbarrato la strada a ragazzi e ragazze che volantinavano in via Orfeo». «Prima — è il racconto di De Pieri — hanno minacciato, con tono aggressivo e l’accento di Frosinone (allusione a Vigliani, ndr): ‘Questo è il nostro quartiere’, e poi ci hanno caricati. Io ero presente, ho sentito queste minacce e visto, purtroppo, questa aggressione».
«Ho visto — insiste il leader del Tpo — l’utilizzo di cinghie e catene su questi ragazzi che volantinavano. Uno non si porta in giro certe cose per andare a passeggiare. Infine, ho visto due coltelli, questo è quanto». De Pieri ricorda anche il presidio dell’Assemblea Antifascista Permanente oggi in via Mattei, dove è programmata una manifestazione di Forza Nuova. Domani alle 12 gli antagonisti terranno una conferenza stampa «per fare il punto su questo e altri episodi». «Noi — rivendica — abbiamo organizzato questa iniziativa di volantinaggio di massa alla luce del sole per reclamare la chiusura di CasaPound».

Da "Il Corriere"

di Alessandro Mantovani

Il «volantinaggio di massa» per «chiudere CasaPound» è finito a botte in via Castiglione in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti. Quattro contusi, due di qua e due di là, il più grave un 23enne di destra con il volto tumefatto; un giovane antagonista fermato e rilasciato poco lontano e scambi di accuse tra gli ex disobbedienti del Tpo e i «fascisti del terzo millennio» che hanno sede in piazza di Porta Castiglione. Coinvolti nella zuffa i leader dei due movimenti, l’ingegnere 35enne Gianmarco De Pieri del Tpo e Alessandro Vigliani di CasaPound, 29.
Erano passate da poco le 11 di ieri mattina, da un’oretta qualche decina di attivisti del Tpo, dell’Assemblea antifascista permanente e di Antagonismo gay distribuivano volantini e adesivi gialli, verdi e arancioni con lo slogan «Chiudere con il fascismo e il razzismo a Bologna e ovunque, chiudere CasaPound». Gestori e titolari di almeno tre esercizi commerciali che si affacciano sul luogo della zuffa hanno riferito alla Digos e ai cronisti che «da via Rialto sono arrivati quindici- venti ragazzi che distribuivano volantini e hanno raggiunto tre o quattro persone dall’altra parte della strada sotto il portico». Alcuni ricordano anche gli adesivi colorati. «Hanno cominciato a picchiarsi e un membro del gruppo più numeroso ha tirato fuori una bomboletta e l’ha tirata addosso a uno degli altri, che prima erano fermi a parlare tra loro», racconta uno testimone. Un altro commerciante ha visto «una catena» in mano ai presunti aggressori. La polizia, arrivata poco dopo, ha sequestrato la bomboletta e secondo alcune fonti anche una catena. Lo stesso testimone riferisce di «bastoni» ma quelli non li ha visti neanche Vigliani, leader dei presunti aggrediti.
Lo scontro è durato pochi minuti. «Poi sono scappati in via Orfeo gridando che stava arrivando la polizia», riferiscono ancora i commercianti. Ma proprio in via Orfeo, secondo un altro testimone che era alle spalle dei disobbedienti, i due gruppi si erano incontrati poco prima: «Mentre loro distribuivano i volantini gli altri sono spuntati da via Castiglione. Erano sette-otto da una parte e altrettanti dall’altra, si sono guardati da lontano, sembrava che "si cercassero".
Poi quelli di destra sono tornati in via Castiglione e sono stati raggiunti, ho visto che si sono picchiati ma non so altro, ero lontano ». Racconta Vigliani: «Ero con altri membri di CasaPound, quattro ragazzi e una ragazza. Abbiamo preso il caffè in via Castiglione e poi in effetti — conferma — ci siamo affacciati in via Orfeo per vedere cosa facevano loro. Una provocazione? No. Siamo tornati davanti al bar quando abbiamo visto i ragazzi del Tpo che provenivano da via Rialto, circa una ventina, a volto scoperto, ci dicevano "andatevene, Vigliani merda". Non ce ne siamo andati e ci hanno caricato. Uno di loro ha cercato di spruzzare del liquido rosso con una bomboletta spray, poi mi hanno dato un calcio e mi sono difeso e siamo finiti e terra. Ci hanno accerchiati, sono rimasto a terra almeno per cinque o sei minuti ». Ne porta i segni sul viso, insanguinato come i polsini della camicia: «Ma non ho niente di rotto». È andata peggio al suo «camerata»: «Ha preso una catenata in faccia». E voi eravate armati di qualcosa? «Niente, lo può confermare la polizia che ci ha controllato lì sul posto, sono loro che sono scappati». Vigliani ha presentato alla Digos una denuncia contro ignoti, gli investigatori confermano che i testimoni accreditano la sua versione.
Quella del Tpo, riferita da De Pieri in una conferenza stampa improvvisata attorno alle 12.30 ai Giardini Margherita, è invece molto diversa: «Hanno sbarrato la strada ai ragazzi che volantinavano in via Orfeo, uno di loro ha detto: "Questo è il nostro quartiere". Parlava in maniera violenta e aggressiva, con l’accento di Frosinone». Sembra un riferimento al luogo d’origine di Vigliani. «Poi — prosegue De Pieri — ci hanno caricato, picchiavano con cinghie e catene. Ho visto anche due coltelli ». Quanti erano? E voi quanti eravate? Ci sono feriti tra voi? Sporgerete denuncia? «Lunedì faremo una conferenza stampa», risponde il leader del Tpo. L’avvocato Elia De Caro annuncia la querela di due contusi. E le testimonianze dei commercianti? «Non è andata come dicono loro», insiste De Pieri. Ma intanto CasaPound chiede le dimissioni del presidente del Santo Stefano Andrea Forlani, che il 27 gennaio aveva partecipato all’assemblea nella quale il Tpo ha lanciato la campagna contro CasaPound. Le dimissioni di Forlani le chiede anche An: «È il responsabile morale degli scontri », accusano Alberto Vecchi e Michele Facci.

Da "Il Domani"

Rissa tra Tpo e CasaPound in via Orfeo
Una zuffa fra un gruppo di gio- vani del centrosociale Tpoe alcuni attivisti dell’associazione di destra CasaPound è scoppia- ta verso le 11 di ieri in via Orfeo (nella foto). Tranneun paio di ci sono statiferiti, ma le versioni sull’accaduto so- no contrastanti e ogni gruppo accusa l’altro di aggressione. Al momento c’è una sola denuncia contro ignoti presentata daA- lessandro Vigliani, responsabi- le di Casapound Bologna. Il contatto è avvenuto durante un «volantinaggio antifascista» organizzato dal Tpo per levie del quartiere Santo Stefano do- ve CasaPound ha la sede. Quelli delTpo parlano di «aggressio- ne fascista» e raccontano di a- vere incrociatoalcuni attivisti di CasaPound che avrebbero sbarrato loro la strada dicendo, con accento laziale, «Questo è il nostro quartiere». Alle minacce sarebbe seguita un’aggressione con cinghie e catene, sfociata nella rissa. Opposta la ricostru- zione di CasaPound, che in una nota parla di un vero e proprio agguato, teso a quattro espo- nenti dell’associazione, fra i quali lo stesso Vigliani, da parte di una ventina di «sedicenti fau- tori dellalibertà». Per Casa- Pound, erano gli avversari a im- pugnare cinghie e catene, e li avrebbero apostrofati intiman- dodi andarsene. Sull’episodio ha avviato accertamenti la Di- gos. Alcuni negozianti della zo- na avrebbero in qualchemodo avallato la tesi di CasaPound.

Anonimo ha detto...

"aggressione fascista" dunque sarebbe FARSI ASSALTARE da gente armata di bastoni ed in proporzione di uno (fascista) a dieci (antifascista armato di bastoni). Meno male che c'erano testimoni...

Anonimo ha detto...

Nel vostro mondo di canne e pagliacci pare proprio che la realtà superi la fantasia. E poi chi è arrivato, Gargamella armato di veleno o i sette nani con le svastiche rotanti?

Anonimo ha detto...

Siete semplicemente ridicoli. Voi rossi perdete sempre piu' colpi ed è meglio così.

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