22 gennaio 2009

Milano: Sgomberato il centro sociale «Cox 18»Tafferugli in strada con la polizia

Sono le sette di mattina quando in rete e sui telefonini parte il tam tam. Marco Philopat, lo scrittore milanese di "Lumi di punk", scrive secco: "stanno sgomberando Conchetta, accorrete". Maysa Moroni, figlia di Primo, manda una mail che finisce immediatamente nel circuito dei blog: "Inquesto momento stanno sgomberando Cox 18 con la Calusca e l'archivio immenso di mio padre di cui stanno tentando il sequestro. L'archivio è proprietà privata mia e di mia madre. Chiunque tu conosca a Milano che sappia chi era mio padre digli di andare lì, avvocati, giornalisti, semplici persone. Qualunque tipo di visibilità tu pensi di poter dare a questa storia sarà da me apprezzata infinitamente". Per chi non è pratico di cose milanesi, il Cox 18, meglio conosciuto come Conchetta, è uno storico spazio sociale milanese nella zona dei Navigli e ospita la libreria Calusca, dov'è custodito l'intero archivio di Primo Moroni, vera e propria memoria storica della sinistra milanese. Ha resistito per 33 anni, fino al blitz di questa mattina, quando il Comune ha deciso di riprenderselo con la forza. Del resto, la giunta Moratti, in particolare con il vicesindaco di An Riccardo De Corato, non ha mai fatto mistero di voler chiudere i centri sociali per normalizzare la città in vista dell'Expo del 2015. Cosa che era già avvenuta con alcuni "centri" minori. Nel panorama milanese Conchetta rappresentava tuttora uno dei luoghi più vivi e frequentati, fosse anche solo per bere una birra o ascoltare musica o andare a comprare qualcosa al mercatino biologico.

L'APPELLO DI PERGOLA TRIBE - In coincidenza con lo sgombero del Cox 18, arriva l'appello del centro sociale Pergola Tribe, che il 30 Gennaio 2009 perderà lo stabile di via Angelo della Pergola. Lo stabile, occupato da un gruppo di ragazze nel 1990, è di proprietà di un privato, che tentò di rientrarne in possesso subito dopo l'occupazione ma alla fine stipulò un contratto di affitto. Il contratto è scaduto nel dicembre del 2006; da quel momento il centro sociale ha intrapreso una battaglia legale per resistere il più a lungo possibile allo sfratto, e contemporaneamente cercare un finanziamento per acquisire lo stabile. «Abbiamo trovato un finanziatore privato, che era disponibile a fare questo grosso investimento, con la garanzia di mantenere la destinazione d'uso a centro di aggregazione e culturale per il quartiere», scrive Pergola Tribe in una nota. «Ma anche davanti a questa nuova offerta, la proprietà ci ha detto picche, forte anche della sentenza di appello del tribunale, che non solo ribadiva che dovevamo abbandonare l'immobile, ma ci imponeva anche di pagare tutti i canoni d'affitto, anche se il contratto era scaduto, per tutto il tempo in cui eravamo rimasti nello stabile, un debito di quasi 100 mila euro (...). Per questa ragione non abbiamo potuto fare altro che accettare la proposta della proprietà, che azzera i debiti e tutte le pendenze legali a carico dei garanti, in cambio del rilascio dell'immobile, che avverrà il prossimo 30 gennaio. Un'altra vittoria per chi ha da anni messo le mani sulla città». Pergola Tribe organizza un ultimo open party, in tutti gli spazi della casa, per salutare tutti i suoi sostenitori.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Hanno fatto solo bene a distruggere tutto..e vi è andata fin troppo di lusso che ad aspettarvi al posto dei poliziotti non ci fossero squadre di camicie nere..L'ITALIA AGLI ITALIANI..A NOI..!!!

Anonimo ha detto...

Hanno fatto solo bene a distruggere tutto..e vi è andata fin troppo di lusso che ad aspettarvi al posto dei poliziotti non ci fossero squadre di camicie nere..L'ITALIA AGLI ITALIANI..A NOI..!!!

Anonimo ha detto...

sei così uomo che non ti firmi neanche...come con le forze di polizia se ci fossero state le tue amichette di camicie nere le avremmo sbaragliate ad uno ad uno.
Forse dimentichi che se eri tra gli amici tuoi fascisti a quest'ora i parenti verrebbero a metterti un fiore (sprecato) in piazza loreto dove quel lurido di mussolini e la troia accompagnatrice sono stati messi in su come salami.
Per non parlare di tutti i camerati che il grande stalin ha fatto crepare al gelo nei gulag..ecco questo è il posto che meritate..i gulag

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