14 gennaio 2009

Il Brasile concede l'asilo politico a Cesare Battisti

Cesare Battisti in Italia corre il rischio di essere perseguitato. Per questo il Brasile gli ha concesso ieri sera (in Italia erano le prime ore del mattino) l’asilo politico, con una decisione che blocca per ora la richiesta di estradizione italiana per l’ex militante dei Proletari armati per il comunismo e che è destinata a suscitare polemiche. Il comunicato viene dritta dall’ufficio del ministro della giustizia Tarso Genro, a cui Battisti aveva fatto appello dopo una prima bocciatura della sua richiesta di asilo. In teoria la decisione potrebbe essere ancora ribaltata dalla Corte Suprema che dovrebbe pronunciarsi entro febbraio sull’estradizione. Il comunicato del ministro cita lo Statuto dei Rifugiati che prevede come motivo di concessione dell’asilo il “fondato timore di persecuzioni per motivi di razza o di opinioni politiche”. Secondo Tarso, la sentenza italiana riconosce questa connotazione politica poiché cita il reato di associazione sovversiva “con la finalità di sovvertire il sistema economico e sociale del paese”. Battisti fu condannato in contumacia a due ergastoli per due omicidi, la giustizia italiana lo accusa anche di altri due, citati nella richiesta di estradizione. Il 54enne, autore di diversi romanzi, scappato dalla Francia dove visse protetto dalla “dottrina Mitterand” fin quando il presidente Chirac non revocò la protezione di Parigi, è stato catturato sul lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro il 18 marzo del 2007. I legali dell’ex appartenente ai Pac hanno allora fatto richiesta di asilo politico: e il Conare, l’organo preposto alla decisione, il 28 novembre scorso l’ha rigettata perché il “pericolo di persecuzione in Italia, o di essere ucciso” sollevato da Battisti nella richiesta, secondo il Comitato “non trova fondamento”. Il cittadino straniero può allora fare ricorso direttamente al Ministro della Giustizia. E Battisti qui, rivolgendosi al governo socialista, ha avuto successo. Il comunicato del Ministero di ricorda che negli anni del terrorismo, l’Italia varò “leggi straordinarie”. “L’estradizione in Italia metterebbe la mia vita in pericolo” affermava Battisti pochi giorni fa un’intervista al settimanale Epoca realizzata dalla prigione. E proseguiva, “Spero che il ministro Genro, che ha sofferto la repressione politica quando era militante (sotto la dittatura, ndr) non accetterà le argomentazioni del governo italiano che ricorre a tutti i sotterfugi per falsificare il carattere politico del processo contro di me”. L’ex componente dei Pac ha ricordato di soffrire di una grave epatite B, di ulcere gastriche, di problemi di glicemia e di insonnia.

Nessun commento:

Notizie Correlate