16 ottobre 2008

Castello Tesino (Trento): carabiniere in servizio per "salvaguardare" il suo Bed&Breakfast Vietato l'accesso a zingari, immigrati ed ecologisti .

Un pistolone formato ispettore Callaghan, il simbolo del divieto d'accesso bene in vista e la scritta: «Proprietà privata, non sono particolarmente gradite intrusioni da parte di: extracomunitari, nomadi, venditori ambulanti o porta a porta, testimoni di Geova, associazioni pseudo ambientaliste o animaliste».

E' il cartello apparso ieri l'altro sul cancello di un Bed & Breakfast di Castello Tesino, provincia di Trento. Un B&B, come ha poi scoperto un giornalista de L'Adige , di proprietà di R.F., un Carabiniere in servizio a Trento.
Insomma, un agente che dovrebbe garantire la pubblica sicurezza - anche quella degli immigrati, dei nomadi e degli ecologisti - "suggerisce" a quest'ultimi di stare alla larga dalla sua proprietà visto che, come ricorda e avverte il milite nello stesso cartello: «La persistenza dell'intrusione (dopo la comunicazione di abbandonare il fondo) e nel caso si estendesse ai caseggiati sarà considerata offesa ai sensi dell'articolo 52 del codice penale (legittima difesa) come modificato dal governo Berlusconi».
Tradotto: signori nomadi, immigrati vari, ecologisti e testimoni di Geova, sappiate che se vi becco nella mia proprietà sono autorizzato a spararvi. In effetti la modifica dell'articolo 52 del codice penale, fortemente voluta dalla Lega Nord, autorizza l'uso delle armi «se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: la propria o altrui incolumità; i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale». E in effetti, il nostro, oltre a essere un Carabiniere in servizio è titolare del B&B di Castello Tesino.
Raggiunto al telefono da Liberazione , R.F. si è rifiutato di rispondere, «non posso - ha specificato - la mia professione me lo impedisce». Così come non ha risposto il comando dei carabinieri di Trento che si è trincerato dietro un irremovibile «no comment».
Ma il giornalista dell'Adige è riuscito a scucire qualche parola all'autore del cartello: «Perché quell'avviso?», gli ha infatti chiesto. «È a norma di legge», ha risposto R.F. «Ne siamo certi ma pare una comunicazione piuttosto dura. Lì si nominano espressamente extracomunitari, nomadi, venditori ambulanti. Addirittura testimoni di Geova. Cosa c'entrano i testimoni di Geova?», incalza il giornalista. Risposta: «Si parla di intrusi che entrano senza permesso e in modo fraudolento. Sa, quando vengono a disturbarti alle 9 del mattino e più volte...». Già, quando uno disturba la mattina presto come minimo deve aspettarsi un revolverata.
Del resto, un'altra notizia che arriva da Napoli dice esattamente questo: la violenza, o la minaccia come nel caso del B&B trentino, contro immigrati e zingari "funziona". Da una ricognizione effettuata a Napoli nel mese di settembre emerge infatti che i nomadi presenti in Campania sono circa 2700. Circa la metà rispetto a quelli censiti nel 2007. Un caso? Nulla affatto. Effetto, piuttosto dei roghi contro i rom residenti a Ponticelli.
Nel presentare il rapporto sul censimento dei nomadi presenti in Italia, il ministro dell'Interno Maroni ha parlato di un'iniziativa per cui, proprio a Napoli, una cooperativa di rom si è impegnata nello smaltimento dei rifiuti tossico-nocivi, in parallelo con l'azione del commissario Bertolaso.

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