19 settembre 2008

Roma tappezzata di manifesti fascisti

Questa mattina alcuni quartieri romani - fra i quali la zona Trieste e piazza Bologna - si sono risvegliati con i muri tappezzati di manifesti a sfondo nero con sopra una scritta in carattere bianco: "Io ho il cuore nero, me ne frego e sputo in faccia al mondo intero". Nessuna firma, eccezion fatta per una grande croce celtica alla fine della frase. Che, per chi non la conoscesse, fa parte di una canzone del gruppo "270 bis" (il riferimento è all'articolo del codice penale che riguarda il reato di banda armata), resa celebre dal documentario "nazirock". In quelle riprese, a cantarla, c'era Martin Avaro, dirigente nazionale e responsabile romano di forza nuova, che non sembra essere sorpreso: "È un'iniziativa che non nasce da una mia idea, ma comunque da ambienti interni a forza nuova". Ed è dedicata al presidente della camera Gianfranco Fini, e alle sue parole sull'antifascismo."Penso che sarà contento di vedere quei Manifesti- afferma ironico avaro- perchè quella canzone è stata scritta da marcello de angelis, attualmente senatore della repubblica eletto tra le fila di an: a me mi hanno messo in croce perchè l'ho cantata, ma non capisco perchè se la canto io sono un criminale e se la canta un senatore è un eroe". All'indomani di una serie di fermi a danno di "tanti dei nostri in piazza annibaliano", prosegue Avaro, il nostro intento "è quello di ribadire ciò che in tanti, non solo tra le fila di forza nuova, pensano in questo momento: per questo non abbiamo firmato i manifesti. Ancora una volta- conclude- condanniamo così chi si erge a paladino della sapienza pura, condannando esperienze storiche per noi validissime". Al centro della protesta, secondo Casa Pound, l’approvazione del Piano regolatore sociale da 7 milioni di euro che «sta avvenendo senza un adeguato approfondimento e dibattito nel consiglio». In realtà, l’azione di oggi nasce con l’obiettivo di ottenere una quota di finanziamenti per l’ultima occupazione «non conforme», quella di Area19, nella ex stazione ferroviaria di Vigna Clara, nel municipio XX. Questo è solo l’ultimo scontro della guerra nella destra romana dopo il risultato deludente delle
elezioni comunali. Da allora, la lista comune tra Storace e Fiamma Tricolore ha subito due scissioni: Casa Pound, guidata da Gianluca Iannone, è uscita dalla Fiamma e tenta un progetto «autonomo»; dall’altra parte, Casa Italia Prati di Giulio Castellino ha dato vita all’Area Identitaria, e recentemente confluita dentro il Pdl romano. Alla faccia di Fini e del suo «antifascismo.
».

Nessun commento:

Notizie Correlate