24 settembre 2008

Piacenza: E' reato mangiare un panino nel parco

Decoro, cosa non si fa per te? Mangiare un panino per certe strade di Piacenza sta per diventare reato. «Misure bigotte e un po' ciniche», secondo Rifondazione comunista e i Giovani comunisti che ieri hanno dato vita a una performance disobbediente.Partecipare era semplicissimo: bastava presentarsi in Piazza Cavalli, la principale di Piacenza, con birre e panini. Il culmine della manifestazione è stato un brindisi collettivo per decine di persone, età media bassissima. Alla fine, per tutti, raccolta differenziata dei rimasugli del simposio. In mezzo ci sono stati discorsi, musica, chiacchiere, e parecchi volantini distribuiti ai passanti. «Il nostro scopo era dimostrare che si può agire lo spazio pubblico come tale e non come spazio dell'individualismo o dell'anomia - racconta Carlo Pallavicini, giovanissimo consigliere comunale del Prc - eravamo orgogliosi di stare in un'amministrazione che finora s'era sottratta a sbandate un po' demagogiche». La "svolta" con le ordinanze di 48 ore fa: dal 6 ottobre, se il pressing del Prc non sortirà effetto, sarà proibito - in determinate zone - girare con contenitori di vetro; in altri quartieri della movida, sarà proibito sostare all'aperto con alcolici in qualsiasi contenitore. Ma c'è di più: il sindaco - Roberto Reggi, Pd, professione "lettiana" - ha promesso altre tre ordinanze. La bozza di delibera parla di multe da 50 a 500 euro per tutti coloro che vengano sorpresi a chiacchierare con persone in abiti e succinti e persone che indossino le vesti suddette. «Ordinanze confuse - dice perplesso Pallavicini - si vuol proibire la minigonna? E' legittimo colpire chi sfrutta, non chi è sfruttato! Anche i volontari di strada, laici e cattolici, rischiano la multa». Una posizione che è maturata nel Prc, che è in giunta, anche con un dialogo con l'associazionismo. La Lila ha partecipato alla performance contro ordinanze che sembrano recepire le imbeccate del centrodestra in una provincia che non registra nemmeno le "masse critiche" di giovani o migranti che si registrano altrove, Bologna o Padova: «E' un attacco agli studenti e a quei quartieri a più alta densità d migranti. Problemi del genere si risolvono proponendo una cultura diversa dell'integrazione e della socialità. Mediatori e ricercatori anziché multe e manganelli».

Nessun commento:

Notizie Correlate