14 settembre 2008

Omicidio razzista a Milano

Un giovane italiano, Abdul Guibre, 19 anni, originario del Burkina Faso, è stato aggredito e ucciso stamani da due uomini che l'hanno colpito alla testa con una mazza di legno e una spranga in via Zuretti, a Milano. L'omicidio, accompagnato da insulti razzisti da parte degli aggressori, è avvenuto questa mattina verso le 6. Il giovane è stato subito ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli dove è morto qualche ora dopo. Gli aggressori sono sono Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio arrestati per l'omicidio e proprietari di un furgone bar.
Secondo la ricostruzione degli agenti della questura di Milano, Abdul Guibre era con altri due amici di colore, J.K., 21enne del Ruanda, e S.R., 19 anni di Reggio Calabria, dopo aver trascorso la notte in un locale in corso Lodi. A bordo dei mezzi pubblici erano arrivati in via Zuretti, vicino alla Stazione Centrale, con l'intenzione di andare al centro sociale Leoncavallo. A quel punto i tre sono stati avvicinati da Fausto e Daniele Cristofoli scesi dal furgone bar che li hanno accusati di avere rubato della merce. I due sono passati alle vie di fatto e hanno cominciato a colpire il giovane lanciando epiteti razzisti: "Sporchi negri vi ammazziamo". I tre ragazzi hanno cercato di fuggire ma i due sono riusciti a raggiungere Abdul e lo hanno colpito ripetutamente con le spranghe alla testa. Gli aggrediti sono riusciti ad annotarsi parte della targa del furgone.
«L'omicidio a sprangate di un ragazzo di colore, la cui unica colpa era evidentemente solo questa, visto che aveva anche la cittadinanza italiana, avvenuto oggi a Milano è un fatto di una gravità inaudita, un inaccettabile e intollerabile atto di razzismo». Lo afferma il segretario del Prc Paolo Ferrero. «La Lega - aggiunge - la deve smettere, con le sue campagne xenofobe e razziste. Fatti terribili come questi sono, temo, anche il frutto di un clima avvelenato costruito da forze politiche come la Lega, che additano gli immigrati a fonte di tutti i mali».
Il Ministro degli Interni Maroni e la polizia escludono che la brutale aggressione che è costata la vita a Abdoul Guibre a Milano sia riconducibile al clima di razzismo che si vive oggi in Italia. Ma le notizie che ogni giorno ci vengono segnalate dimostrano il contrario - dichiara Italo Di Sabato responsabile dell'Osservatorio sulla Repressione del Prc. Le torture subite dai giovani rom alla caserma di Bussolengo, oppure il rastrellamento al campo rom Casilino ‘900 a Roma, - continua Di Sabato - dimostrano che le forze dell’ordine oggi sono privi degli strumenti etici e culturali, oltre che dell’autorevolezza, per dare giudizi del genere. Il ministro degli Interni Maroni, fra i maggiori protagonisti, con il suo partito, della campagna xenofoba e intimidatoria degli ultimi mesi, ovviamente tace. Il terribile omicidio di Abdoul Guibre a Milano è figlio dei nostri tempi. In una società nella quale lo straniero, il migrante, il nero, il diverso sono indicati come problemi sociali, pericoli per la sicurezza, vettori di criminalità, come si fa a stupirsi se due cittadini si scaraventano a colpi di spranghe, contro il diverso di turno? Il razzismo in Italia è merce di colloquio quotidiano, in famiglia, nei consigli e nelle giunte comunali, nei bar, in parlamento e al telegiornale. La negazione della polizia, l’indifferenza del ministro leghista sono elementi di un sistema che produce odio e alla fine anche i lamenti dell’opposizione parlamentare, tutt’altro che innocente in materia di esasperazione della questione sicurezza e di criminalizzazione delle migrazioni e alla fine degli stranieri, fanno parte di un sistema che produce astio e rancori. E’ un sistema violento, mortifero. Per spezzarlo, - conclude Di Sabato - ci vorrebbe un lavoro molto serio, molto deciso, molto capillare sul piano culturale, su quello politico, su quello dell’informazione. Solo se si svuotano i bacini dell'odio sarà possibile ergere una barriera di civiltà e garantire sicurezza per tutti. Perchè con il razzismo e la repressione nessuno è sicuro.

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