10 settembre 2008

Roma: aggredita coppia gay

«Froci via dall’Italia», «fate schifo». E poi sassate e sputi. Proprio una bella cartolina romana, con tanto di Colosseo alle spalle quella che arriva grazie alla denuncia dell’Arcigay di Roma. Dieci contro due: gli aggressori con pietre e bottiglie, gli aggrediti armati solo del loro amore. La loro colpa? Essere innamorati ed essere dello stesso sesso. Federico e Cristian, entrambi di 28 anni, andavano verso i Fori Imperiali, mano nella mano. Hanno subito un vero e proprio agguato, hanno chiesto aiuto e denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. «Ancora una volta una terribile testimonianza di intolleranza verso le persone gay e verso l’amore omosessuale - ha commentato Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma - i due ragazzi aggrediti si tenevano per mano e questo è bastato a scatenare gli insulti e l’aggressione. Ci preoccupa molto il clima di violenza che si respira in città, per questo - ha concluso Marrazzo - ci auguriamo che le istituzioni collaborino con tutte le associazioni lesbiche, gay e trans, per mettere a punto un serio piano per la sicurezza e contro l’omofobia». Aurelio Mancuso, pesidente nazionale di Arcigay, chiede l’intervento del mondo politico: «Chiediamo al governo quali interventi s’intendano assumere a difesa della sicurezza di gay e lesbiche italiane. Il fatto di Roma è solo l’ultimo di una lunga serie. Visto che il ministro competente Carfagna dorme sonni tranquilli, chiediamo al responsabile degli Interni Roberto Maroni di garantire la sicurezza e l’incolumità di milioni di cittadine e di cittadini omosessuali». Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, esprime solidarietà alla coppia: «Apprendiamo con sconcerto che purtroppo ancora una volta a Roma si è ripetuto un atto di aggressione ai danni di giovani gay. Mi auguro - conclude il sindaco - che gli inquirenti facciano al più presto luce su questo grave fatto e che i responsabili dell’aggressione siano consegnati alla giustizia in tempi brevi ». Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, parla di «ennesimo, vigliacco inaccettabile atto» e attacca Alemanno: «Invece di avventurarsi in poco felici (per lui) paragoni storici tra fascismo e nazismo, leggi razziali ed olocausto, si decida a organizzare pomeriggi e serate nei quartieri e nelle scuole romane sul tema dei diritti, delle minoranze, delle diversità, oltre che su quelli dell’accoglienza e dell’integrazione». La solidarietà è doverosa, e puntulamnete arriva. Ancora una volta, dopo l’enesimo agguato.

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