22 agosto 2008

Testimonianze: Storia di ordinario soppruso

Caro Osservatorio, vuolo raccontarti un episodio a cui sono stato presente.
Prendo il treno a Brindisi per risalire fino a Termoli. Prendo quello delle 18.35 diretto a Bolzano.
E’ un espresso, chiedo nel momento in cui faccio il biglietto se fosse possibile prenotare un posto ma il bigliettaio risponde che è tutto pieno e, forse qualche posto vuoto ci sarebbe stato dal numero 77 in poi….. Arriva il treno salgo su e trovo posto al numero 91 mentre il mio amico si adegua, si accomoda in corridoio. Fino a Bari tutto tranquillo, pensa che addirittura si son liberati dei posti, ma da qui comincia il casino. Ti premetto che sulle porte dei scompartimenti non vi erano i nominativi dei posti prenotati. Dicevo, arrivati a Bari scoppia il finimondo.
C’era tantissima gente che doveva salire ed ovviamente molti posti erano occupati da persone che non avevano prenotato così nello scompartimento dietro il mio. Ad un certo punto sento alzare la voce di tante signore che si lamentano con un giovane, che accompagnava una sua parente, reo di essere stato arrogante e maleducato nel chiedere di liberare il posto prenotato.
Testuali parole: "forza cacciate i bagagli da li su e alzatevi da quel posto che è prenotato!!!"
Ovviamente gli abitanti abusivi dello scompartimento chiedevano più gentilezza visto che l’occupante era una donna anziana.
Da qui nasce una colluttazione verbale che ben presto rischi di trasformarsi in rissa perché il giovane durante il suo sbraitare ed inveire contro tutti coloro che li davano contro colpisce sul pancione una donna incita la quale ha un leggero un mancamento.
Il giovane non curatosi dell’incidente scende dal treno soddisfatto di aver ottenuto, con l’arroganza e la forza, il suo posto ad attendere la partenza del treno medesimo ma l’incidente non passa inosservato dal genero della donna sposata il quale preso da momenti di isteria follia pura cerca lo scontro fisico con il giovane.
Puoi immaginare lo scambio di parlo la sagra del coglione e del ti rompo il culo e spacca la faccia reciproco con vari inviti a salire o scendere dal treno a seconda se era l’uno o l’altro a fare l’invito.
Mentre tutto ciò accadeva, più di 15 minuti, non c’è stata la minima presenza di un controllore o della polizia ferroviaria…considera anche che ha coinvolto indirettamente tante persone del vagone tanto che un’anziana “rifugiatesi nel mio scompartimento aveva tanta paura che si teneva le mani vicino alle orecchie per non sentire per non parlare dei bambini che piangevano…..
Dopo circa 20 minuti sulla banchina del binari compare un controllore ed un addetto della polizia che avrebbe preso servizio, sarebbe rientrato dalle ferie al lavoro il giorno dopo a Bolzano, quindi non della stazione, non del luogo riescono a mettere un po’ di pace dicendo che vi erano anche altri passeggeri e se loro avevano avuto qualche problema dovevano informare la polizia ferroviaria che avrebbe provveduto ed ecc….
Sembrava, a questo punto, che il peggio fosse passato ma quando ad un certo punto il giovane chiama a se il poliziotto mostrandogli il distintivo per dirgli che era un collega puoi immaginare cosa è successo e cosa si è detto fino a quando il treno non è ripartito e la cosa è continuata nel treno stesso tra il genero della donna incinta e la parente del giovane.

Riflessione mediocre.

1) ma le forze dell’ordine non dovrebbero tenere l’ordine invece di creare disordine?
2) Perché questo atto di forza, abuso di potere del giovane nei confronti di quell’uomo giustamente infuriato dopo l’incidente che lo stesso giovane aveva provocato a sua nuora?
3) Perché, nonostante tutto quel baccano, nessuno se non dopo 20minuti è venuto a controllare?
4) Infine, perché il poliziotto che rientrava dalle ferie, una volta visto che il giovane era un suo collega e vista la furia che quel distintivo aveva creato non si è preso la briga di fare un minimo d’indagine?

Alessandro Corroppoli

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