2 agosto 2008

Il governo dichiara guerra a richiedenti asilo e migranti

Nel delirio dei provvedimenti estivi voluti dal governo, oggi è stata la volta di tre decreti legislativi di delega sull’immigrazione. I provvedimenti riguardano il riconoscimento dello status di rifugiato, il diritto al ricongiungimento familiare e quello alla libera circolazione dei cittadini Ue negli Stati membri. Quello sulla procedura d’asilo, se diventerà effettivo, renderà durissima la vita a chi richiede asilo in Italia. Viene abolita la libera circolazione nel territorio nazionale e dato al prefetto il potere di stabilire il luogo di residenza; inoltre, per molti richiedenti asilo, qualora la loro richiesta in prima istanza abbia dato esito negativo, una effettiva seconda possibilità per ottenere protezione sarà sottoposta alla valutazione del giudice caso per caso. Si prevede inoltre che il migrante, già destinatario di un decreto di espulsione, che presenta domanda di protezione internazionale sia trattenuto nei Centri già definiti di permanenza temporanea e assistenza, la cui denominazione è stata mutata in Centri di identificazione ed espulsione. Tra le modifiche sul ricongiungimento, viene previsto l’esame del Dna [a spese degli interessati] in mancanza di documentazione certificata da competenti autorità straniere per i familiari di cui si chiede il ricongiungimento. Quanto alla circolazione dei cittadini Ue, tra i motivi di «pubblica sicurezza» che consentono l’allontanamento immediato sono indicati la mancata richiesta dell’iscrizione anagrafica o la mancata richiesta della carta di soggiorno nei termini, e viene ampliato il novero dei reati sintomatici della sussistenza dei motivi di pubblica sicurezza, facendo riferimento anche ai reati contro la moralità pubblica e il buon costume.
Il testo approvato sarà proposto ora a un esame informale della Commissione europea prima della definitiva approvazione: per alcune associazioni che si occupano di diritti dei migranti si tratta di una piccola garanzia in conformità della riforma alla normativa comunitaria.

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