17 giugno 2008

Trento: Sgomberato presidio contro base militare

36 persone fermate a Matterello, sobborgo a sud di Trento, dove gli abitanti si stanno opponendo all’inizio dei lavori della nuova base militare. A ciascuno di loro sono stati contestati e notificati i
reati di «violenza privata, invasione di terreni, interruzione di servizio di pubblica necessità e manifestazione non autorizzata». Reparti delle forze dell’ordine erano infatti intervenute questa mattina per permettere il proseguire dei lavori accessori, la costruzione di una strada di accesso, alla apertura del cantiere vero e proprio. I lavori per la costruzione della base militare di Matterello avevano preso il via mercoledì scorso ed immediatamente erano stati bloccati dal pronto intervento dei cittadini. Da allora era stato installato un piccolo presidio, solo giornaliero, in vista dell’incontro con il sindaco Alberto Paccher in programma per giovedì pomeriggio. L’obiettivo dei manifestanti era quello di ottenere un temporaneo stop ai lavori e la convocazione di un tavolo dove discutere le implicazioni sociali, economiche ed ambientali del progetto di Matterello. Da notare che il progetto di base militare, il cui iter politico e amministrativo ha origine già alla fine degli anni ’90, non è mai stato discusso con la popolazione di matterello che ha più volte manifestato – anche con una recente e massiccia raccolta di firme e con una manifestazione, tre mesi orsono, che ha coinvolto centinaia di abitanti della frazione – la sua contrarietà all’opera. Verso le 7 quando un piccolo di gruppo di cittadini del comitato contro la base è arrivato per aprire il presidio ha trovato un nutrito spiegamento delle forze dell’ordine e gli operai, evidentemente giunti con le prime luci dell’alba già al lavoro. Dopo un breve giro di telefonate sono immediatamente giunti sul posto altre decine di manifestanti che, senza perdersi d’animo, hanno cercato di fermare nuovamente i lavori arrampicandosi sulle ruspe. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, «con calci, pugni e spinte – come ci racconta Federico Zappini, uno dei manifestanti – siamo stati prelevati e caricati sui cellulari». L’episodio più grave è occorso ad un ragazzo che, secondo le testimonianze degli altri manifestanti, è stato scaraventato dal tettuccio della ruspa ed è stato portato al pronto soccorso dove gli sono state diagnosticate diverse contusioni. Pare che la polizia stia accreditando la tesi di una caduta volontaria del ragazzo che si sarebbe lanciato dalla ruspa. Versione questa smentita da tutti i testimoni. Una vera e propria sorpresa per gli oppositori alla base la grave forzatura intrapresa questa mattina. «Nessun interlocutore istituzionale – racconta Zappini – si era esposto in questi giorni dopo il primo blocco dei lavori. Silenzioso il sindaco, che comunque ci ha confermato l’appuntamento per giovedì, mentre il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha preferito parlare alla stampa condannando i blocchi. Abbiamo tentato di incontrare altri esponenti istituzionali della Provincia–prosegue Zappini–, ma ci siamo trovati davanti un muro». «Questo inusuale modus operandi della polizia – riflette Zappini–sembrerebbe una sorta di avvertimento nei nostri confronti. Avevamo cercato l’apertura di un canale di dialogo e ci è sttao risposto con questa violenza». L’episodio accaduto quassù a Trento questa mattina sembra suonare, in effetti, come pesante monito verso tutte le forme di opposizione sociale che attraversano la penisola: dalla vicina Vicenza a Napoli. In serata è prevista una assemblea convocata dal comitato.

Nessun commento:

Notizie Correlate