9 dicembre 2007

Sicurezza e cittadinanza: l'Italia si riscopre oscurantista

Un'operazione dal sapore illuminista, quella che il Censis compie nelle pagine dedicate ai temi della «sicurezza e cittadinanza». Illuminista, se utilizzata come griglia di lettura dell'oscurantismo odierno sulle questioni calde della sicurezza, dell'immigrazione e della cittadinanza. Di ignoranza e confusione si alimenta l'oscurantismo. E così, si legge nel rapporto, «Rom, rumeni, nomadi, zingari, irregolari e immigrati si mescolano nel linguaggio dei politici e dei media, influenzando la percezione della gente comune e insieme dimostrando come siano poco chiari i contorni, le cifre, le manifestazioni dell'oggetto che si vuole affrontare». Nell'ultimo anno, nota l'istituto, compaiono i primi segnali di insofferenza nei confronti degli stranieri, soprattutto rumeni e Rom, e iniziano ad apparire le prime crepe nel sistema di integrazione. Non mancano nel rapporto i numeri: la stigmatizzazione dei cittadini rumeni è andata di pari passo con la forte crescita della loro presenza (negli ultimi cinque anni i rumeni sono aumentati del 260%, a fronte di una crescita media degli stranieri residenti dell'89%). E sono sempre rumeni gli stranieri più denunciati per alcune reati, soprattutto i furti. Ma, è la conclusione, «la possibile deriva verso una politica centrata esclusivamente sull'ordine pubblico, più che sulla faticosa strada delle relazioni e della solidarietà, sembra essere un ulteriore portato di una società della molecolarizzazione esasperata che preferisce chiamare in gioco le responsabilità del singolo e la necessità della pena». Non aiuta a trovare risposte il Censis, quantomeno può servire a formulare correttamente le domande.

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