1 novembre 2007

Sicurezza: Il governo espelle per decreto

Un consiglio dei ministri straordinario dà il via libera ai prefetti per espellere i cittadini comunitari. Amato: «Diamo la caccia ai delinquenti, non a tutti i rumeni». Napolitano: «Profondamente impressionato da quanto accaduto»


Da oggi i prefetti potranno espellere i cittadini comunitari che cometteranno reati. La misura, inizialmente inserita in uno dei cinque disegni di legge che costituiscono il pacchetto sicurezza approvato martedì da palazzo Chigi, ieri è stata stralciata e resa immediatamente operativa attraverso un decreto legge. A deciderlo è stato un consiglio dei ministri straordinario convocato a sera da Romano Prodi in seguito all'indignazione suscitata dallo stupro compiuto da un giovane rumeno a Tor di Quinto. Un episodio di una brutalità tale da spingere anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano - «profondamente impressionato» da quanto accaduto - a prendere la parola per sollecitare il governo a «compiere ogni sforzo per garantire il bene prezioso della sicurezza e della vita dei cittadini». E l'esecutivo, per una volta all'unanimità e senza litigi, ha agito di conseguenza: «Non ci muoviamo sull'onda della rabbia» ha tenuto a precisare Prodi al termine della riunione. «Quanto accaduto a Roma è gravissimo e di fronte ai ripetuti atti di violenza è necessario dare una risposta concreta», ha poi proseguito il premier garantendo sull'impegno assunto dal Quirinale per firmare immediatamente il decreto legge. Vista l'eco suscitata, per i governo era impossibile non reagire di fronte a un episodio di violenza come quello compiuto martedì sera. Eppure, perché qualcosa si muovesse è dovuta passare quasi l'intera giornata. Il primo a reagire, a dare la spinta, è Walter Veltroni. Il sindaco della capitale, e leader del Pd, si reca al Viminale per un vertice con Amato e il prefetto di Roma Carlo Mosca. Un'ora di colloquio al termine del quale palazzo Chigi comunica di aver convocato un consiglio dei ministri staordinario. Quale sono i provedimenti da prendere è chiaro. E' da questa estate che i sindaci chiedono di avere maggiori poteri e tra questi di riconoscere ai prefetti la possibilità di espellere i cittadini comunitari, come previsto da una specifica normativa dell'Unione europea. Provvedimenti sui quali Amato è d'accordo e che sono inseriti in uno dei disegni di legge che danno corpo al pacchetto di sicurezza varato solo ventiquatto ore prima. Ma i ddl dovono essere discussi dal parlamento e richiedono quindi tempi lunghi perché diventino operativi. Veltroni invece ha fretta e sollecita il governo a muoversi. Da qui la decisione diconvocare un consiglio straordinario, riunendo i ministri presenti a Roma e sentendo al telefono tutti gli altri. Prodi sente il premier rumeno Calin Popescu Tariceanu, al quale spiega i provvedimenti che il governo italiano si prepara ad adottare e dal quale riceve la promessa di massima collaborazione. E come primo atto concreto già nelle prossime ore dovrebbe arrivare a Roma una task force di poliziotti rumeni specializzati nel contrasto della criminalità organizzata e nel controllo del territorio. Il rischio, comunque, e che sull'onda della giusta indignazione per quanto accaduto, possa crearsi un'ingiustificata caccia alla streghe. Un rischio evidentemente percepito dal titolare degli Interni, che infatti fa molta attenzione a spiegare lo spirito con cui il governo ha deciso di agire: «Dobbiamo dare la caccia ai delinquenti, anche rumeni. Ma non dobbiamo dare la caccia ai rumeni», spiega infatti a un certo punto della sera Amato. «E' stata proprio una rumena che ha messo la polizia sulle tracce del delinquente», ci tiene a ricordare. Per quanto riguarda il decreto legge, aggiunge, si è trattato di una necessità dettata dai tempi: «Vogliano essere in condizione di espellere prima che accadano ancora episodi simili - prosegue -. ma serve il potere di espulsione urgente per evitare che cose del genere possano ripetersi». Per il ministro sia a Roma che in altre città «si sono formati sottoboschi di persone che vivono in realtà di delinquenza. Noi vogliano essere in condizione di espellerli prima che altri fatti accadano».Il decreto legge adottato ieri potrebbe essere solo il primo di una serie di provvedimenti analoghi. Fin da subito dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, infatti, palazzo Chigi aveva sottolineato come il via libera ai ddl da parte del parlamento debba avvenire in tempi rapidi. «Altrimenti si torna all'ipotesi del decreto legge», aveva avvertito Amato. Lo stesso concetto ieri è stato ripetuto anche da Francesco Rutelli. «Se i disegni di legge del pacchetto sicurezza non saranno approvati entro la metà di dicembre - ha ripetuto infatti il vicepremier - occorrerà inserire gran parte delle norme previste in un decreto legge ad hoc per dargli certezza di operatività».


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