25 ottobre 2007

Torino: Processo agli antifascisti per i fatti di via Po del 18 giugno 2005

Martedì 30 ottobre 2007 si svolgerà al tribunale di Torino una nuova udienza (forse quella conclusiva) per i fatti di via Po del 18 giugno 2005. Quel giorno si svolse a Torino una grande manifestazione in solidarietà con due occupanti del Barocchio che erano stati accoltellati da alcuni nazifascisti. La manifestazione di piazza diede luogo a cariche da parte delle forze dell’ordine, cui i giovani antifascisti opposero resistenza. L’esito fu l’arresto con detenzione in carcere di un gruppo di persone, per lo più giovani, cui venne contestato il reato di devastazione e saccheggio. Si tratta di un’imputazione gravissima, che prevede pene detentive fino a 15 anni. Essa è stata assurdamente applicata anche per i fatti di Milano dell’11 marzo 2006, e il processo di primo grado si è concluso con 18 condanne a 4 anni; ora di quel processo è in corso l’appello, che si concluderà l’8 novembre prossimo. Per gli antifascisti torinesi al periodo iniziale di carcerazione seguirono mesi di arresti domiciliari e misure cautelari. Oggi gli imputati sono in libertà, ma il processo sta avendo il suo corso e l’imputazione continua a gravare su di loro. Come familiari e amici vorremmo ribadire che gli episodi e le forme di resistenza contestate furono parte di una manifestazione politica, furono l’espressione urlata di idee e valori a cui tutti noi, cittadine e cittadini democratici, continuiamo a fare riferimento. Chi di noi non ricorda manifestazioni politiche di piazza in cui i diritti, valori e domanda di democrazia non fossero urlati ed espressi in linguaggi ed atteggiamenti che le istituzioni hanno sempre fatto fatica a riconoscere come proprie? L’imputazione di devastazione e saccheggio è di una tale sproporzione rispetto ai fatti che ci induce sollecitare una riflessione, da parte di tutti, sul significato della parola giustizia e sulle derive che portano alla punizione come repressione di idee. Nei mesi scorsi moltissimi hanno risposto al nostro appello per una giusta sentenza sui fatti di giugno 2005: anche uomini e donne delle istituzioni, della politica, della cultura, del sindacato, della scuola. Vogliamo continuare a credere nell’antifascimo, che non è solo un bel retaggio di storia italiana, ma un principio vivo e attuale. Di volta in volta l’antifascismo assume il volto di coloro che liberarono l’Italia dal regime nazifascista, di coloro che oggi lottano contro il razzismo, la xenofobia, le discriminazioni, le guerre; che lottano per il lavoro, per la pace, per la dignità della vita, per il futuro dei nostri figli. Di generazione in generazione, il testimone dell’antifascismo passa in mano ai più giovani, i quali lo portano avanti con orgoglio e con rabbia, una rabbia forse difficile da gestire ma che bisogna provare a comprendere. Non lasciamoli soli!

Udienza del processo per i fatti di via Po del 18 giugno 2005
appuntamento martedì 30 ottobre 2007 dalle 9,00
davanti al Tribunale di Torino
(c. Vittorio Emanuele 130)

Comitato antifascista 18 giugno
Per contatti: sangyc@libero.it 3332851980

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