18 ottobre 2007

Potenza: Procura contro i sindacalisti dello Slai-Cobas

Nella mattinata del 16 ottobre, gli agenti della digos si sono presentati nelle case dei dirigenti e di alcuni lavoratori iscritti e non iscritti allo slai cobas con mandati di perquisizione: hanno perquisito gli appartamenti, hanno perquisito le sedi sindacali e sequestrato i computer per ordine della procura di Potenza per presunti reati previsti dagli articoli 270bis e 272. Riteniamo questo fatto gravissimo e lesivo dei diritti dei lavoratori rappresentati dallo slai cobas per il sindacato di classe e di tutti i lavoratori in generale; un attacco deliberato alle libertà di esprimere le proprie opinioni contro qualsiasi governo che attacchi gli interessi dei lavoratori; contro chi lotta quotidianamente e fino in fondo per gli interessi della classe operaia, i giovani, le donne le cui condizioni vengono ogni giorno peggiorate dalle politiche antipopolari di questo governo. I dirigenti e i delegati insieme ai lavoratori denunceranno sin da subito ogni tentativo di impedire loro di esercitare i propri diritti fino in fondo, e in ogni città in cui siamo presenti ci mobiliteremo con assemblee, volantinaggi di denuncia con e tra gli operai, i lavoratori nei posti di lavoro, nelle fabbriche, nei quartieri popolari. Non ci lasceremo intimidire né tanto meno fermare nella nostra attività da iniziative che hanno il carattere di vere e proprie montature elaborate in chissà quali laboratori propri di quello che somiglia sempre più ad uno stato di polizia.

Slai Cobas per il sindacato di classe
Palermo/Taranto/Ravenna/Milano/Venezia/Bergamo

1 commento:

osservatorio ha detto...

IL PADRONATO ORDINA………
L’APPARATO REPRESSIVO ESEGUE !

All’alba del 16 ottobre è scattato l’ennesimo penoso teorema giudiziario ai danni di attivisti e lavoratori aderenti allo SlaiCobas Sindacato di classe e alla FlmuCub.
Prendendo le mosse dalla dura lotta dei lavoratori Fiat- Sata di Melfi nel 2005 “ contro il TMC2, l’abnorme contenzioso disciplinare e gli incidenti sul lavoro” , la Procura di Potenza ha fatto eseguire una trentina di perquisizioni in varie località del Potentino, aTaranto,Palermo,Milano,Bergamo,Marghera,Ravenna :
tutte le perquisizioni hanno avuto esito negativo, ma agli interessati sono stati sequestrati computer, volantini,pratiche,documenti riguardanti l’attività sindacale. Infine, a tutti è stato notificato il rituale “ art.270 bis”,la solita e abusata “ associazione sovversiva”, tanto per far gravare sui media la rilevanza dell’operazione e purtroppo , far precipitare sui malcapitati altre drastiche conseguenze : la Direzione Fiat di Melfi , cogliendo al balzo l’opportunità( e/o avendone le mani in pasta) ha licenziato in tronco 3 operai , attivisti sindacali dello SlaiCobas e dell’Flmu ! (Tonino Innocenti, da tempo uno dei licenziati storici, ha subito “ solo la perquisizione” !!).
UNA VIOLENZA PREMEDITATA !
La vigliacca azione del patron Fiat – scornato dal rifiuto plebiscitario del “ protocollo 23 luglio” (nonostante la smisurata truffa orchestrata da Cgil-Cisl-Uil) a Melfi come in tutto il Gruppo Fiat e in gran parte dell’Industria – che non vede l’ora di vendicarsi degli operai conflittuali, licenziandoli e scaricandogli contro calunnie e repressione .
Una lezione intimidatrice e ritorsiva nei confronti di tutti i lavoratori del Gruppo Fiat , che a Melfi come a Pomigliano, Atessa,Termoli, Mirafiori,….già scioperano massicciamente contro i massacranti turni di lavoro e i gravosi incidenti,e che si apprestano allo SCIOPERO GENERALE del 9 novembre ,convocato sia “ contro la precarietà ,per i diritti sociali” , sia per il rinnovo di contratto dignitoso con forti aumenti salariali per recuperare il carovita.
Questa sporca operazione è storia repressiva al presente! Non le bubbole “sulla ricerca delle infiltrazioni estremiste nelle fabbriche a partire dalla lotta di Melfi nel 2005” !
Perché sono le attuali lotte – l’insorportabilità del clima da caserma che si vive in fabbrica, insieme all’intensità dello sfruttamento e alla pochezza di salari intorno a 1000 euro - che preoccupano lo staff Fiat con in testa Marchionne. Il suo piano fino al 2010 prevede “ lacrime e sangue” : ritmi uniformi che superano il TMC2 , sabati-domeniche lavorativi,taglio degli addetti,contratti precari, attacco al diritto di sciopero, espulsione di lavoratori-Rsu scomodi e incompatibili.
Del resto, questo è lo stesso scenario disegnato dall’accordo tripartito Governo-Confindustria-Sindacati : “ PIU’ competizione, fatica, precarietà, MENO salari, pensioni,diritti”.
E come sempre, a chi non si adegua “ giù botte”: intimidazioni,discriminazioni,licenziamenti,denunce,processi, galera ! Alla faccia della tanto strombazzata democrazia, il pomposo e scontato “ partito democratico” inaugura il suo percorso attaccando i lavoratori !!
Faremo quanto è nelle nostre possibilità per sostenere l’immediato reintegro dei licenziati, alla Fiat di Melfi e ovunque si produca un similare misfatto nei confronti dei lavoratori.
Anche questa volta faremo in modo di dare un grosso dispiacere al Gruppo Fiat, a quel padronato irriducibile che cova il desiderio di sconfiggere la classe lavoratrice e il conflitto sociale .
Nel mentre stiamo producendo il massimo sforzo per la diffusione e la riuscita dello SCIOPERO GENERALIZZATO del 9 novembre e delle decine di manifestazioni – che se perdura questa situazione, avranno alla testa gli operai con gli striscioni”contro i licenziamenti” – ESPRIMIAMO L’INCONDIZIONATA SOLIDARIETA’ai compagni/e e alle associazioni sindacali colpite , l’IMPEGNO nel denunciare e far fallire miseramente il “ teorema potentino”.

Roma,18 ottobre 2007
COBAS LAVORO PRIVATO-CONFEDERAZIONE COBAS

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