16 ottobre 2007

Da Badu 'e Carros alle carceri turche

Due turchi, militanti dell'estrema sinistra, condannati e a rischio estradizione

Stanno in carcere dall'1 aprile 2004. Uno nella sezione alta sorveglianza di Badu 'e Carros (Nuoro), l'altra a Rebibbia. Ma Avni Er e Zeynep Kulic è come se fossero invisibili. Anzi, adesso rischiano pure di essere estradati, lui in Turchia e lei in Germania, senza che nessuno se ne accorga. I due giovani turchi sono stati condannati (lui a sette anni, lei a cinque) per partecipazione ad associazione terroristica internazionale. L'associazione è il Dhkp-c (Partito rivoluzionario per la liberazione del popolo). I due sono stati arrestati in Italia, mentre operazioni di polizia parallele hanno portato in carcere, sia in Turchia che in altri paesi europei, decine di persone. Di tutti gli arrestati (compresi quelli in Turchia) soltanto Avni Er e Zeynep Kulic sono stati condannati e sono ancora in carcere. La loro vicenda giudiziaria trae origine dalla modifica dell'art. 270 bis del codice penale, dopo gli attentati alle Twin Towers del 2001. Questa modifica, assieme alle decisioni assunte nel 2002 in sede europea in materia di terrorismo, creano il substrato giuridico su cui si innesta l'operazione primo aprile. L'Ue ha approvato, nel 2002, la black list nella quale l'attività di organizzazioni come Pkk, Sendero Luminoso, Jihad islamica palestinese e lo stesso Dhkp-c viene qualificata come terroristica. E sempre nel 2002 il Consiglio della Ue ha approvato la «decisione quadro sulla lotta contro il terrorismo» con la quale si attesta sulla definizione di terrorismo approvata dal governo inglese nel Terrorism act: è considerata terroristica ogni azione violenta compiuta con finalità politica. Viene dunque annullata la tradizionale distinzione tra terrorismo ed eversione.Avni Er e Zeynep Kulic sono dunque accusati di appartenere al Dhkp-c, con ruoli diversi (lui come dirigente, lei come sostenitrice), e vengono condannati al termine di un processo di primo grado celebrato a Perugia. Le difese hanno tentato di dimostrare che l'attività portata avanti dalla sinistra rivoluzionaria turca era assimilabile a una lotta di liberazione combattuta contro il regime fascista turco che si esprime nelle stesse forme in cui si realizzò la resistenza italiana. «Una lotta - spiega Rossi Albertini - quella del Dhkp-c, interpretata non solo con l'uso delle armi ma sostenuta e portata avanti da una fitta rete di resistenza sociale composta di associazioni, sindacati, radio, giornali». Inoltre le azioni militari del Dhkp-c non sono mai state rivolte contro obiettivi civili ma sempre contro rappresentanti delle istituzioni o dell'esercito. La corte ha comunque condannato i due giovani turchi. Che sono stati trasferiti, a Rebibbia lei e a Nuoro lui. In attesa del processo di appello. Ma nel frattempo altri si sono mossi. La Germania ha richiesto l'estradizione di Zeynep Kulic. La corte d'appello di Roma ha già concesso il nulla osta all'estradizione attualmente sospesa in attesa della conclusione del processo. La Turchia invece ha richiesto l'estradizione di Avni Er. Il ministro della giustizia Clemente Mastella ha immediatamente richiesto la custodia cautelare per Er. E il procuratore generale ha richiesto che l'uomo venga estradato. Se Avni Er verrà estradato in Turchia il rischio di torture e maltrattamenti è evidentemente molto elevato. Per la Turchia (che gli contesta sostanzialmente la partecipazione a manifestazioni di solidarietà, in Europa, con i detenuti politici in sciopero della fame nelle carceri turche) Avni Er è, infatti, il collegamento in Europa del Dhkp-c, quindi l'uomo che è a conoscenza della struttura europea dell'organizzazione. I tempi stringono. Qualcuno finalmente si sta muovendo anche a livello istituzionale. Il deputato del Prc Francesco Caruso ha presentato una interrogazione, lo stesso faranno i senatori Russo Spena e Fosco Giannini.

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