8 ottobre 2007

Aggrediti dai naziskin attivisti del centro sociale Mezza Canaja di Senigallia (AN)

Prima che il chiacchiericcio si trasformi in leggenda urbana offuscando quello che è accaduto venerdì sera, è meglio partire dai fatti.

Mercoledì 3 ottobre nel treno che da Bologna porta a Senigallia, alla stazione di Fano salgono tre naziskin. Dentro il vagone riconoscono una ragazza del Mezza Canaja. Benché fosse sola questi tre “valorosi” uomini le si siedono accanto e per tutto il tragitto da Fano a Senigallia la insultano e la minacciano con le seguenti frasi: “Le ragazze del centro sociale sono tutte puttane”, “Ai ragazzi li massacriamo e gli pisciamo in faccia”… ed altre di questo tono. Scesi dal treno i fascistelli pedinano la ragazza fin che non sale nella macchina dei genitori.

Venerdì 5 ottobre in una delle vie del centro storico uno di questi naziskin appartenente al gruppo che ha minacciato la ragazza, viene visto da due attivisti del Mezza Canaja. Vola qualche parola d’indignazione e di insulto verso chi si riempie la bocca di parole come orgoglio e poi da buoni vigliacchi minacciano in tre una ragazza da sola. Nonostante tutto, la questione si risolve a parole.
Un quarto d’ora dopo, quattro ragazzi (due uomini e due donne) passeggiano tranquillamente - come si dovrebbe fare un venerdì sera qualsiasi - in Piazza del Duca, quando dal Caffè del Duca alcuni naziskin aggrediscono prima verbalmente e poi fisicamente i quattro ragazzi riconoscendoli come appartenenti al Mezza Canaja. Ne nasce una piccola zuffa sotto gli occhi di tutti, anche dei baristi che non intervengono minimamente per tranquillizzare la situazione. Cosa strana se non altro per puri scopi commerciali, nessun barista tollererebbe una simile situazione nel proprio locale. Ci teniamo a precisare che tutti i partecipanti alla zuffa, di entrambe, le parti non erano presenti allo scontro verbale avvenuto poco prima in un'altra via del centro. La zuffa finisce presto e tutti ne escono incolumi.
In quel momento, a zuffa finita, arrivano anche altri quattro militanti del centro sociale, avvisati di quello che stava accadendo poco prima. Neanche il tempo di finire la frase “che cazzo sta succedendo” che un bicchiere di vetro colpisce in fronte a Nicola… volano pugni e sedie prima che i baristi questa volta intervengano per riportare la calma. Il gruppo di naziskin fugge.
Un barista accusa gli attivisti del Mezza Canaja di avergli rovinato economicamente la serata, facendo finta per ovvie amicizie, di non sapere che in entrambi i casi, sono stati i suoi “clienti preferiti” a compiere le aggressioni, e quindi a procurargli i danni economici… Chi è causa del suo mal pianga se stesso!
Il barista non chiama nemmeno la polizia, cosa più unica che rara da parte di un gestore di un’attività commerciale, soprattutto quando questo avviene nel proprio locale e con il bicchiere di birra da lui appena venduto. Questo comportamento ha due spiegazioni: o si è incapaci di intendere e volere o si vuole coprire gli aggressori.
Quello che avviene dopo, è ancora più assurdo e grave; i naziskin in preda ad un delirio alcolico si presentano al pronto soccorso urlando minacce, dicendo di avere i coltelli. La scena viene vista con sgomento dagli infermieri e dalle persone presenti al pronto soccorso.

Sabato 6 ottobre più di duecento persone manifestano in Piazza del Duca contro l’ennesima e grave aggressione fascista avvenuta in città, si chiede e si ottiene la chiusura del Cafè del Duca. Ci teniamo a precisare per senso di responsabilità e di serietà che solo uno dei gestori del bar ha rapporti con i naziskin. Non è un caso che da quando questo bar ha aperto questo gruppetto di turpi individui è comparso stabilmente in città.

E’ dall’aggressione avvenuta al Mezza Canaja durante il Summer Jamboree che abbiamo pubblicamente affermato la presenza di questi individui dediti all’alcool, ai coltelli ( com’è avvenuto a Pergola, sono sempre gli stessi), alle risse ed alle aggressioni a chiunque sia riconosciuto come estraneo alla loro primitiva ideologia.
Potremmo stare qui a lamentarci, ma non lo facciamo, fa parte del gioco … un gioco macabro al quale va posto immediatamente termine. Non è una questione di opposti estremismi o di bande avverse e neanche di idee o credi politici differenti. E’ una questione di “ Uomini e non”, di civiltà e inciviltà, di democrazia o barbarie.

E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità, è ora che ogni spazio sia reso inagibile a questi pericolosi individui, è ora che ogni persona con un minimo di coscienza civile rifiuti la presenza di questi loschi figuri, anche quando si tratti di una birra nello stesso locale. E’ il momento di fargli terra bruciata intorno prima che la nostra città si trasformi in un campo di battaglia. Per questo prima che l’inverno faccia sentire il suo freddo, ritorneremo pubblicamente in Piazza del Duca per riempirla di parole, musica, colori e corpi che siano incompatibili con la presenza di questi balordi e fanatici.
Per quanto ci riguarda, tolleranza zero!

CSOA MEZZA CANAJA

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