10 settembre 2007

Un appello per i rom di Pavia

Siamo un comitato di volontari (FuoriLuogo) che da più di 3 anni segue e cerca di aiutare i rom che vivevano nella ex fabbrica Snia viscosa di Pavia.Ci dedichiamo soprattutto ai bambini, doposcuola, inserimenti scolastici, attività ricreative, ma supportiamo gli adulti nelle loro vicissitudini, dal campo legale a quello medico.Abbiamo collaborato con la CGIL e con la Caritas per l'attivazione di un patto sulla falsa riga di quello milanese. Ora gli eventi sono precipitati. Dopo lo sgombero attuato dall'amministrazione di Pavia una trentina di rom sono stati inseriti in una cascina a Cura Carpignano. Non hanno acqua, luce e gas; i vestiti sono nei camion bloccati dalla protesta dei residenti. Le strade sono bloccate ed quasi impossibile raggiungerli. I bimbi dormono per terra e ieri una nostra volontaria e riuscita a fatica a portare una bimba in ospedale.Stessa situazione in un'altra cascina a Pieve Porto Morone. Qui c'è acqua e luce e gas ma per poter passare bisogna andare scortati per la presenza delle ronde dei cittadini mista ai ragazzi di Forza Nuova. Questa mattina due volontari sono andati li alle 4 del mattino per far uscire un rom che doveva andare al lavoro; sono riusciti a fatica a passare tra gli insulti della gente.I rom vivono asserragliati dentro ed hanno paura, vogliono scappare. 10 di loro (con dei bambini) sono scappati di notte ed a piedi hanno raggiunto Pavia. Ora sono stati ripresi dai vigili che li stanno riportando in cascina.Ci appelliamo alle forze democratiche che governano questo paese affinché fermino quella che è diventata una caccia allo zingaro. È andato in fumo il lavoro di integrazione di 3 anni, ma c'è chi minaccia di "mandare in fumo i rom".Chiediamo ai mezzi di informazione di occuparsi del problema, di aiutarci a trovare una difficile via di uscita.

Comitato FuoriLuogo

2 commenti:

osservatorio ha detto...

Cari amici,

insegno antropologia all'università di Palermo e anche qui abbondano gli esempi di
razzismo e di pregiudizio.
Forse avete letto sui giornali del presunto "rapimento" avvenuto a luglio su una spiaggia vicino a Palermo: una donna rom rumena avrebbe tentato di avvolgere un
bambino nella sua gonna ma "fortunatamente" una testimone ha avvisato la polizia. Dopo
aver rischiato il linciaggio e tre giorni di carcere, il giudice ha scarcerato la donna perché i fatti non sussistono: il bambino correva sulla spiaggia e, forse attratto dai colori sgargianti, si è gettato sulla gonna. La testimone allora ha urlato e invocato aiuto, "liberando" il bambino. Da qui l'intervento dei carabinieri e
il conseguente trattamento riservato ad un migrante: lividi, ecc.
Nell'ordinanza di scarceramento, il giudice ha scritto che la testimone si è dimostrata prevenuta nei confronti della rom per xenofobia e razzismo (sic!), come ammesso dalla stessa testimone.

Elisabetta Di Giovanni

Anonimo ha detto...

La mia casa è già stata svaligiata dagli zingari.
Quando arrivo a casa ho l'incubo di trovare nuovamente i cassetti rivoltati, controllo le tapparelle di tutte le stanze, mi è rimasta una psicosi.
Non lavorano, non producono, non pagano le tasse che pago io, ricevono sussidi da parte del comune, ecco e io dovrei difenderli???
E loro devono mantenersi senza produrre nulla, ma solo vivere alle mie spalle??
No cari signori, non ci siamo io sono sempre stato un uomo di sinistra, tollerante ora però è troppo, ce ne sono troppi, se ne tornino da dove sono arrivati, Kossovo, Romania. Scusate NON LI SOPPORTO PIU'!! Francesco 50

Notizie Correlate