7 settembre 2007

Milano: cancellato il murales dedicato a Dax

Assessore vade retro. La Cdl vuole fare piazza pulita, anche di quel murales in ricordo di Dax, e pulizia è stata, completa. I lavori non si sono fermati di fronte ai sentimentalismi di chi vedeva in quel murales un simbolo dell’antifascismo militante, dell’odio che serpeggia anche per motivi politici.
E il coro di proteste si alza impetuoso: Irma Dioli, l’assessore alla Pace, Partecipazione e Politiche Giovanili della Provincia di Milano, fa notare che il murales rappresentava un modo bello e importante per conservare la memoria di una vittima dell’odio.
Per contro, tra le dichiarazioni favorevoli, c’è ne una emblematica. Carlo Fidanza di An minimizza: “Dax non è morto per un atto di violenza politica, ma per una banale lite da bar”. Il gesto del comune rappresenta l’ennesimo colpo basso alla memoria storica della città, “l’ennesimo gesto revisionista che mira a cancellare i conflitti sociali con la bacchetta magica” tuonano i rappresentanti dei centri sociali. Del gesto del comune gioiscono i simpatizzanti di estrema destra, che già avevano sfregiato il murale nel 2006.
L’assessore Dioli, insieme agli esponenti all’intiera sinistra militante e non, si augura che coloro, come l’Assessore Sgarbi, che hanno difeso l’importanza e la bellezza di quel graffito, si impegnino affinché venga rifatto nello stesso punto e con la stessa arte.
Forse la dichiarazione più intelligente l’ha rilasciata Daniele Farina, leader storico del Leoncavallo e oggi deputato di Rifondazione: “Deve essere cura di qualunque giunta valorizzare e non cancellare la memoria storica della città”.

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